Alicia Keys live Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 7 luglio 2025 alle ore 23:56

Milano
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Brava, bravissima. Alicia Keys è cresciuta esponenzialmente rispetto alle precedenti visite nel nostro Paese. Se nel 2002 era minimale e forzosamente jazzy-soul, nel 2004 (Cornetto Festival sempre a Milano) visitava spazi afro-etnici, sempre incollata al seggiolino del pianoforte a mo' di coperta di Linus. Oggi invece è gioiosamente tra Broadway e Las Vegas, complice anche un palco e una band strepitosa; e una più sciolta presenza scenica, balletti compresi, specialmente all' inizio e alla fine dello show. Il Forum di Assago era bello pieno, sabato sera, per l' ultima data europea del "As I Am Tour", dal titolo del terzo, fortunatissimo album della cantante statunitense, nove volte vincitrice di "Grammy Awards". Alicia tornerà in Italia il 20 luglio a Lucca per il "Summer Festival".
 Tanti applausi hanno accolto anche i Neri per Caso, ospiti d' onore dello show per volontà della Keys, "fulminata" dall' ascolto del nuovo cd del sestetto campano al punto di volerli onorare nel migliore modo possibile. E non è detto che per la più famosa formazione "a cappella" italiana finalmente si aprano anche le porte dorate del Nordamerica. Alle 21.30 si accende il grande schermo videowall che avvolge interamente la scena e appare un video in cui un coro gospel introduce Forest Withaker, il grande protagonista de' "La moglie del soldato", truccato come il reverendo Solomon Burke, che in poche parole racconta di come la giovane Alicia sia predestinata al successo. Siamo già al film autobiografico?
 La scena prende vita con l' apparire di un pianoforte a coda che, grazie a una piattaforma, si sposta liberamente sul palco. Un attimo di buio e appare Alicia, abito argentato di foggia spaziale con pantaloni in tinta, che accenna alcune note alla tastiere per poi buttarsi sul proscenio assieme ai ballerini. "Ghetto Story" precede "Waiting for Your Love". Alicia sparisce per un attimo e per "Where Do We Go for Here" arrivano tre bravissime coriste, una via di mezzo tra le Supremes e Labelle (non a caso intoneranno anche "Lady Marmalade") che accompagneranno la Keys per tutto lo show, consentendo anche i cambi d' abito.
 Questo è il clima, insomma, che appunto strizza l' occhio a Las Vegas per lo sfarzo e la coloritura della produzione, sì molto americana nella confezione ma che però ha il grande merito di non scadere mai nel kitsh, e annuncia Broadway per la quota artistica d' insieme che ricorda molto un musical, o forse quasi un' opera rock sui generis. La suddivisione dello show infatti è in sei "quadri", o blocchi di canzoni, per un totale di oltre trenta brani in scaletta, compreso ovviamente il più recente singolo "No One".
 Chissà perché (ma in realta lo sappiamo ovviamente) ad un certo punto dello show abbiamo pensato alla terribile esibizione, un paio di anni fa nello stesso luogo, di Britney Spears che, come scrivemmo allora, ebbe la sfrontatezza di utilizzare un playback totale sulla voce (facendo finta di cantare insomma) mai smentito dal management (poco dopo interruppe il tour). Al contrario la Keys ha dimostrato cantando eccome, e ballando, e fermandosi per prendere fiato, e poi riprendendo, di quanto sia entusiasmente dare tutto di se stessa, e ancora di più. Senza rete ma anche, e soprattutto, senza inganno.
Bruno Marzi

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