Clangori metallici tra Garlasco e altre bassezze linguistiche...
Molti anni fa, credo gennaio 1987, per Il Gazzettino, quotidiano per il quale scrissi tremilaottocento servizi giornalistici tra il 1984 e il 2008, pubblicai il commento/recensione sul concerto dei Metallica al Palatrussardi di Milano. Erano ovviamente altri tempi. In sintesi: niente Internet, si usava la macchina da scrivere e si dettava la mattina dopo al dimafonista del giornale. Non si poteva nemmeno inviare una foto (alla fine dello show portavo i rullini in laboratorio a Milano e venivano ritirati la mattina dopo) e quindi, se c'era, veniva pubblicata quella in bianco e nero dell'Ansa. La storia "veloce" di un'artista era in una cartellina offerta gentilmente dalla Casa discografica, e serviva da guida rapida, da Bignami pronto all'uso per non scrivere cazzate. Ebbene, quella volta la cazzata ci scappò e di brutto. Citando la band, misi al basso Cliff Burton, segnato nel lineup delle prime righe ma morto però un anno prima nell'incidente che coinvolse il van della band. A mia parziale ma non sufficiente giustificazione ricordo che scrissi il pezzo attorno alle 3 di notte, completamente in bambola.Non se ne accorsero in redazione, ma già il giorno dopo arrivò una lettera al giornale da parte di un attento fan. Mi cosparsi il capo di cenere e mi scusai con una "errata corrige".Questo è il mio personale punto di partenza. Devo dire che episodi del genere per me furono rarissimi, e mai al "livello" di quello citato. Buon per me. Mai nessun contenzioso; nulla di che. Questo ricordo vuole significare che, oggi come allora e dopo circa ottomilacinquecento articoli in cinquant'anni di carriera, la mia attenzione sull'uso delle parole e la loro pertinenza è sempre molto alta, seppur con il rischio di sbagliare per troppo entusiasmo. Al contrario, nei commenti ai miei post leggo sovente (d'accordo: qualche volta... ) concetti astrusi, valutazioni sbagliate, deragliamenti umani (per esempio il sionismo giustificato) e via discorrendo. E non parlo degli evidenti troll fasulli, facili da identificare e bannare.Un esempio molto calzante è quello della vicenda umana e legale di Garlasco, che vivaddio sembra intravedere una luce in fondo all'immancabile tunnel. Il mio post sta facendo grandi numeri, ma alcuni commenti mi hanno turbato. C'è chi parla della famigerata Famiglia del Bosco, chi tifa per questo o quel personaggio, chi poi umanamente - e mi piace - spera nella fine di tutte queste tribolazioni alla ricerca semplicemente di giustizia, per quanto dolorosa possa diventare per molte persone, e per alcuni evidenti correi in faccende oscure che spero vedranno la luce.Ecco, la conclusione per me è molto chiara. Se quasi quarant'anni fa il mio errore era figlio comunque di entusiasmo e stanchezza, oggi, con i mezzi tecnologici a disposizione, l'intenzione di nuocere in qualche modo e verso chiunque è diventata una moda, con la presunzione, l'ignoranza (reale e sociale) e tutto un substrato legato comunque ai luoghi comuni e a piccole soddisfazioni di lucro e potere. Sempre a danno di qualcun'altro più debole, se ci fate caso. Noi non siamo deboli, ma decisamente suscettibili.La foto, per una volta, è girata dall'altra parte...