La Democrazia non è figlia di Maria...
"... Non è figlia di Gesù. Se hai coraggio vieni giù!". La prima parola era diversa, e poteva cambiare a seconda delle circostanze. Era un intercalare dei giovani di Sinistra, per sottolineare con chiarezza che non sempre il Bene era frutto delle tradizioni e della religione. In questi giorni ne abbiamo semplici ma pesanti conferme. Per esempio, sabato a Vercelli si è tenuta una festa e sfilata - con concerto finale di Tony e i Volumi - a cura dei movimenti Arcobaleno di varia estrazione. Molta gente per un centro piccolo e non certo all'apice del sentimento democratico e libertario. Ebbene, i Leoni e Micetti da tastiera si sono sfogati a modo loro. Tristezza infinita ma per fortuna le persone sono, forse, migliori. Più grave invece è quello che è saltato fuori dall'accoppiata Gioggia-Salvini. La prima parla, tra le tante cazzate, di voler dividere a scuola bambini italiani da stranieri, di vietare alle bambine il burqa e addirittura il velo... Il secondo, in una Pontida ormai ridotta a un migliaio di persone, fa addirittura sfilare sul palco la candidata sindaco di milano e sei persone con un burqua nero. Volgare, triste, irrispettoso, alla canna del gas? Fate voi. Tornando a palla sullla Bisbetica Indomata. Cara - come dicono - "Italianamadrecristiana", in "primisi" forse non sai che le bambine musulmane non portano simboli religiosi fino alla pubertà, e poi nella quasi totalità, se credenti, si limitano al velo. I burqa te li sogni tu di notte, e magari un giorno vorresti mettertelo dalla vergogna. Secondariamente, è proprio la multietnicità dei bambini che porta alla condivisione sociale e all'arricchimento culturale. Forse non sai che il couscous è un piatto siciliano come mediterraneo. E un italiano è solo un essere umano nato per caso in un posto qualsiasi. Vuoi le prove, donnino? Eccole. Nel 2002 (la mia foto dice tutto) intervistai il ministro della Cultura e una nota cantante nota come "La Voce dell'Afghanistan" a Milano per parlare di diritti e libertà. Peccato che nessuno si ricordi più dell'Afghanistan... Ustad ("Maestra") Farida Mahwash con i suoi due fratelli è la più famosa interprete afghana di musica tradizionale, e nella foto è con la ministra Shafiqa Yakim (vice ministro affari femminili ) a un evento per la stampa del luglio 2002. Feci certamente un articolo per Il Gazzettino il giorno dopo, ma non trovando il file adesso (cercherò con calma nel cartaceo) non ve lo posso proporre, ahimé. Ricordo che l'evento si svolse all'interno di una mostra, in cui alle pareti spiccavano una serie di burqa coloratissimi. Ecco, come detto innanzi, la memoria per certi luoghi e certi drammi è molto corta dalla nostre parti, una volta spenti i riflettori sulle guerre (nel caso dell'Afghanistan le coltivazioni di papavero e i minerali rari); mentre la demagogia e le tristi bugie sono dure da sradicare e di facile propaganda.