Come saprete, stanotte il Venezuela ha battuto 3-2 gli Usa nella finale di Miami, vincendo il Mondiale assoluto di baseball. Il racconto sportivo è telegrafico. Partita dominata, messa in dubbio da un fortuito fuoricampo da due punti Usa all'ottavo inning, e poi recuperata da Abreu e Compagni al nono con battute e rubate. Vittoria strameritata che rende ancora più fulgida la prestazione dell'Italia, comunque battuta in semifinale da un super team che - va detto - ha giocato meglio contro di noi che nella finale in ogni caso vinta. Complimenti anche agli umpire, gli arbitri, che hanno giudicato correttammente, malgrado fossero tutti statunitensi.Questo post però vuole parlare di pride, di orgoglio, e di onore verso la Madrepatria. Conosciamo tutti le recenti vicende del Venezuela e la trama ordita da Trumpf per impossessarsi del petrolio velezuelano di grandissima qualità. Sappiamo quanto il regime di Maduro fosse a dir poco feroce e sanguinario. Caratteristica peraltro di molte situazioni governative del Sud America, che non giustificano però l'ingerenza altrui e il diritto di un popolo all'autodeterminazione. Vediamo in queste ore quanto il presidente Usa e il suo amichetto sionista stiano facendo di male al Mondo. Tutto, anche a noi. E' ormai acclarato che Netanyahu, il pregiudicato leader di Israele "democratico", tenga per le palle Trumpf per via dei segreti e delle prove che il Mossad detiene sulla faccenda Epstein e altro. In sedicesimo, è quello che fa la Santadeché in Italia pretendendo di non finire a processo, essendo a conoscenza dei segreti più sordidi dei suoi camerati di Governo (l'ha detto chiaramente ieri, usando la parola "camerati"... ).In questo clima di "muoia Sansone... " la vittoria del Venezuela suona come una rivincita del popolo contro l'arroganza del Potere; non quello di Maduro e Amici, che come ho già spiegato meritava comunque l'ostracismo. E' quella della gente comune; della prima Rivoluzione Bolivariana di Chavez che portò il Paese fuori dall'ingerenza della Sette Sorelle, e che con mille difficoltà e con diverse ingiustizie portò altresì un po' di decoro e diritti di base.Ecco allora che stanotte, attraverso lo sport più popolare del Sudamerica, con il calcio ovviamente, un'intera nazione ha alzato la testa. Va ricordato che i giocatori venezuelani sono tutti campioni della Major League nordamericana, e il loro valore complessivo sul "mercato" commerciale, tra stipendi e sponsor, supera di molto il complessivo miliardo di dollari. Ma di molto. Quindi le loro lacrime a fine gara, la gioia e l'orgoglio, non derivano dallo status di privilegiati ma, al contrario, li legano a filo doppio alle difficoltà e alla miseria di un popolo che, nel nome della "democrazia" di Trumpf, sta cadendo ancora più in basso. Pride, orgoglio, dignità. I nostri fratelli italiani figli di immigrati in America li capiscono molto, ma molto bene. Evviva lo sport che tonifica il cuore!
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