Una sola eredità (ma importante)

Pubblicato il 19 marzo 2026 alle ore 19:44

Come i miei amici sanno bene, mio papà se n'è andato troppo presto, a 56 anni, in un giorno di settembe di moltissimi anni fa. Ero in pizzeria, reduce dalla solita gita in montagna a caccia di belle avventure, che spesso arrivavano. Da mesi viveva in albergo, per una separazione famigliare al limite del ridicolo. Una botta, e via, seduto su una sedia al primo malore. Fine. Mi ha lasciato una dignità che in famiglia, pare, ho conservato solo io, un rispetto per la vita e le persone. Un buon ricordo tra i cittadini di Vercelli che lo conoscevano come Comandante benevolo dei Vigili Urbani, già allora condizionato dalla politica leccaculo in Comune.Gattopadesco insomma. Dicevo: una sola eredità. Non soldi (manco uno. Ma senza debiti) e nemmeno un'idea di senso di appartenenza al ben pensare del momento. Mi veniva a vedere quando giocavo a baseball, o quando suonavo i sabati e le domeniche in riva al Sesia, assieme all'amico Sandro Garzola. Mi ha comperato la prima macchina da scrivere: una Olivetti che possiedo ancora. Però mi ha lasciato solo a crescere. Non che fossi un bimbo ma il resto delle persone in casa...Appunto: una sola eredità. La potete capire in questa foto (colorata dal BN) giovanile fatta anteguerra a Reggio Emilia, la sua città. Ripeto: non fatemelo dire, però si capisce un po' ancora adesso...

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