E ci metto anche i numerosi tifosi inglesi, che a differenza di altri soggetti per altri sport, mitigheranno la sconfitta con magnate e bevute e canteranno strane canzoni bilingue con gli amici italiani. Perché questo è il rugby, signori. Oggi, come direbbe il comandante David Bownan, è accaduto "qualcosa di meraviglioso". Ci sarà sempre chi dirà che è la prima volta che battiamo l'Inghilterra in una partita del Sei Nazioni, ma è anche la prima di altre che - sportivamente - verranno. Intanto l'Italia è la nona Nazione nelle classifiche mondiali (forse a fine torneo ottava o settima) ed è già da tempo ai prossimi Mondiali, dopo aver sempre "timbrato" i precedenti. Le ottantamila presenze allo stadio Olimpico (ma ricordo anche le stesse presenze al "Meazza" con gli All Blacks) parlano di un tifo fedele e maturo; di un movimento che, osteggiato a lungo e con grandi possibilità di sviluppo a breve, sta posizionandosi in alto come interesse e volume di affari (i tifosi stranieri spendono parecchio). Di una squadre oramai regolarmente vincente. Battendo il Galles nell'ultimo impegno (abbiamo vinto con la Scozia, attualmente in testa, e perso di misura in Irlanda) potremmo essere terzi in classifica, e alla peggio quarti. E' il preambolo per un futuro radioso. Spiace che, more solito, oggi la Rai, nelle pagine sportive dei tg, abbia snobbato l'evento. In particolare, mi colpisce un Tg3 che ha una qualità generale in caduta libera e scelte opinabili (famiglia del bosco et similia). Ricordiamoci sempre che il rugby è "una rissa fatta da gentlemen"...
Foto dal Corriere della Sera
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