E' questo il volto della vita? NO!!!

Pubblicato il 17 marzo 2026 alle ore 13:50

Nel 1967 David McWilliams cantava "The Days of Pearly Spencer": la storia dei giorni di un senzatetto che riusciva a trovare la poesia nelle piccole cose. Testo attualissimo. Con la versione italiana "Le cose della vita" (su testo di Mogol e Claudio Daiano. Dove finisce uno e inizia l'altro?) una ispiratissima Caterina Caselli vinse il Cantagiro '68. Il testo italiano, more solito, parlava di un amore finito e del sapersi rinnovare (insomma... "Entro e vedo te"). Da sola, l'immagine dell'amica Caterina, alla quale voglio molto bene, era già una rivoluzione. A prescindere.Come sapete, amo le pericolose metafore che spesso non vengono capite, o fraintese. Sapeste quante me ne hanno dette perché all'interno di un ragionamento sul "Va' pensiero" ho ricordato che nel Dopoguerra (e quindi non Bossi o il Felpa) la discussione sulla sostituzione de' "L'inno degli italiani" fosse viva e intellettuale. Da una parte i "sinistri" ventenni mi accusano di pensarla come Salvinho (io????) e dall'altra i fascioidi mi insultano a prescindere da qualsiasi barlume di ragionamento. Spalle larghe e schiena dritta. E molte fake e AI...Noi anziani ci divertiamo così (in realtà l'ho sempre fatto... ). Eccoci allora alla verità. Qual'è il volto della vita oggi? Sintetizzo: una schifezza. Tutto si basa su potere e denaro. La bugia è diventata una virtù, e crederci una specie di status symbol. Intendiamoci: è sempre accaduto, da Adamo ed Eva in poi (per chi ci crede, ovviamente). Questo clima surreale che stiamo attraversando per fortuna mi trova vivissimo e attento. Forma e sostanza si confondono. Le "sperate" assassine di Trumpf e dell'amichetto iper sionista sono ormai quotidiane. La parola d'ordine è distruggere tutto, versione attualizzata de' "La cena delle beffe" e di Amedeo Nazzari con l'incipit "... E chi non beve con me peste lo colga!". Con quei due e i loro amici per fortuna bevono in pochi (sempre troppi) e i notoriamente astemi musulmani del Golfo si stanno incazzando alla velocità della luce.E in Italia? Abbiamo cose più importanti del fermare una guerra folle, o almeno provarci. Abbiamo problemi più seri e pressanti: la famiglia del bosco, "il bimbo con il cuore congelato" (lo chiamano così, adesso), ovviamente Garlasco e tutte le morti del momento di donne, di spacciatori assassinati da un poliziotto, di referendum sull'ingiustizia fatta passare attraverso quanto detto sopra, ovviamente ad uso e consumo della bugia istituzionalizzata. Passi per Gioggia e il Felpato, ma uno seriamente fascista come La Russa che invita in Senato i "boscaioli" di cui sopra... Ecco: il ridicolo è la prassi e le persone semplici (ma non solo, anche i presuntuosi con la terza media) ci cascano con tutte le scarpe, per così dire. D'altronde, il nostro Paese è abituato a far scegliere gli altri al proprio posto, e andare a votare diventa un peso inutile.Attenzione, però. Domenica 22 marzo e lunedì 23 mattina si vota per il referendum, e l'obbligo morale anche di quei cittadini "pigri" è di recarsi alle urne, preferibilmente votando NO. Non occorre il famoso 50% più uno, basta la semplice maggioranza. Perché NO? ve l'hanno raccontata in mille modi (come del resto è sbottata la famosa sottosegretaria in diretta tv , così come il dinosauro Nordio. In più "report" di fine gennaio certificava l'hackeraggio del pc di numerosi magistrati "scomodi"). Questo, in estrema sintesi, è lo stato dell'arte. Questa è l' agone politica nel 2026.E questa è purtoppo la società supina, che però si sta rialzando. Il NO, di cui sono certo della vittoria, metterà in corner la cattiva politica, costringendola ad auto-riformarsi almeno un pochino.

 

Mia foto di due celeberrimi, qualche anni fa...

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