Star Trek e il baseball italiano

Pubblicato il 11 marzo 2026 alle ore 10:11

La notizia è che stanotte l'Italia ha battuto gli Stati Uniti 8-6 a Houston davanti a quarantamila spettatori entusiasti. Trattasi delle "World Baseball Classic" series: un torneo che si svolge indicativamente ogni tre anni ed è pesantemente sponsorizzato sia dalle Federazioni sia da potenti Gruppi economici. La prerogativa del torneo è che permette, attraverso un meccanismo semplice ma già normale in molti altri sport l'utilizzo non solo di chi ha un doppio passaporto, ma di chi ha chiare origini dirette con una Madrepatria. In soldoni, è l'esatto contrario del pensiero di Trumpf, del Maga e di altre stronzate xenofobe. Meglio ancora, una pratica già normale e diffusa in altre discipline come il rugby, e che ha permesso la successiva nascita e valorizzazione delle scuole locali.Come in Star Trek, appunto, WBC è un torneo che - se ne facciano una ragione razzisti e xenofobi di tutto il Mondo - guarda al futuro che nei fatti è già oggi. Più di un bel passaporto conta il tuo spirito, la voglia e il senso di apparteneza non solo nostalgico. Lo hanno dimostrato a Houston le famiglie dei giocatori, orgogliose e schierate con magliette e le bandiere. Ecco allora che quella scritta "Italia" sulle "uniform" della Nostra Nazionale (la stessa, molto bella, da quarant'anni) viene casualmente scoperta da chi di baseball sa poco o nulla, malgrado il fatto che gli Azzurri siano, assieme all'Olanda, i dominatori europei da decenni. Cosa c'è di particolare nella vittoria di stanotte? A differenza di quella del rugby con l'Inghilterra, non si tratta di una "prima volta". Era già successo con una squadra completamente di passaporto italiano ma contro una selezione Usa non "all star" come quella di stanotte. Altra differenza, oltre ai giocatori di passaporto italiano, non tutti i nostri consanguinei erano protegonisti di Major League, ma molti di Triplo e Doppio A, che in Usa non ha il significato calcistico di Serie B o C, ma di serbatoio di talenti nelle franchigie collegate alle squadre che ben conosciamo, a partire dai New York Yankees.Come accennato, il WBC è un torneo che permette a nazioni di minore storia baseballistica (per esempio Inghilterra e Brasile) di allestire formazioni competitive con questi omologati, favorendo così interesse e futuro sviluppo in quelle Nazioni. E comunque, i nostri conglobati si chiamano Antonacci, D'Orazio, Cenzone. Quasi un Festival...Rimanendo in tema di cosmopolitismo, la MLB è piena, per esempio, di giocatori sudamericani, e da molti anni di cubani, non "fuggiti" ma regolarmente accasati. Tutti ricordano il mitico Roberto "Bob" Clemente, che perì trasportando aiuti umanitari in Portorico. Il più forte del momento, invece, è giapponese. Si chiama Shohei Otanhi (lanciatore/esterno e gran battitore) ed è uno dei pochissimi tra quelli che, sommando stipendio e sponsor, supera guadagni oltre il miliardo (billion) di dollari. Per dire, Joe Di Maggio, se oggi facesse il torneo WBC per l'Italia, non farebbe nessun scalpore.Chiudo questo personale episodio di Star Trek World Baseball Classic con due veloci esempi. Il primo è quello di Mike Piazza, superstar di MLB che nel 2006, quasi a fine carriera, fece appunto la WBC con l'Italia. Di seguito rafforzò le sue radici (tifoso del Palermo) venendo spessissimo in Italia, per la gioia della moglie ex miss, fino ad arrivare all'acquisto della squadra di calcio della Reggiana. Credo che oggi abbia il doppio passaporto. Il secondo esempio è personale, ed è quello di "Willy la Clava" (tremendo battitore). Come avrete capito, il secondo sport che ho praticato per anni accanto alla scherma, è stato appunto il baseball nelle squadre di Vercelli. Una in particolare (tutti torinesi, a parte tre o quattro vercellesi) era quella degli Snakes, i serpenti del collegio Dal Pozzo, che non esiste più. Un giorno dagli Usa arrivò un omone simpaticissimo: William Holdberg. Una leggera polio infantile gli aveva escluso la carriera in MLB, ma per noi andava benissimo. Eravamo in ottimi rapporti, e la cosa che ci univa era la musica e Frank Zappa. Willy non si è più mosso dall'Italia, per cultura, matrimonio e lavoro. Oggi è considerato un grandissimo talent scout a livello mondiale, e la nostra Federazione ne ha fatto buon uso. Un mio amico.

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