
Forse sarebbe il caso di mettere sotto chiave loro, i commentatori delle partite di tennis su Sky (e non solo... ). Soporiferi, senza acume, si limitano a dire banalità, tipo "trenta pari", che ovviamente si legge tranquillamente sullo schermo. E' così anche in questo momento mentre Sinner vede se tutto funziona (sembrerebbe di sì) contro il bravo ma volgarissimo Shelton. L'ho già scritto giorni fa, ma mi riferivo ai commentatori dai vari campi del primo o secondo turno. Un po' come i telecronisti di calcio di serie C. Avendo lavorato tanto tempo in radio, conosco l'importanza di trasmettere emozioni a chi ti ascolta. Carosio, Galeazzi, ma anche Guido Oddo e molti altri, che arrivavano da una scuola giornalistica seria e di qualità. Oggi questi tizi e tizie sembra che recitino il rosario per il morto, anziché arricchire le immagini con altre emozioni. Gli inarrivabili Gianni Clerici e Rino Tommasi, che nel 2002 la rivista Time esaltò come esempi di "Italian Style" con le loro telecronache. Ricordo ancora le battute anche salaci ma mai cattive, sempre per esaltare lo show. La competenza, poi. Era un piacere ascoltarli, con voci che passavano atrraverso il microfono come frecce. Tommasi col vocione da ex boxeur; Clerici con quella elegane verve da continua presa per il culo. Grandissimi. Mentre scrivo queste righe scopro di non essere il solo a provare questo disagio nei confronti delle attuali telecronache da confessionale. Alcuni aggiungono che li trovano anche poco "tifosi", cosa sacrosanta nello sport. E' vero. Gioiscono scioccamente per qualsiasi cosa. Non sono dei veri competenti, ma dei guardoni.
Nella foto: Barbara Rossi, ex tennista in aurea mediocritas che commenta come se avesse sempre un mal di pancia da delusa.
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