Giorgia live Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 16 luglio 2025 alle ore 23:39

Parma
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E' la sera della finale al Festival, ma il vetusto PalaRaschi (stanzone dedicato al grande dirigente sportivo. Ci abbiamo visto Iggy Pop nel '79) offre un bel colpo d' occhio. C'è tanta gente di tutte le età, molte le donne, ad applaudire Giorgia e l' esordio dello "Stonata tour 2008", dopo la "data zero" di Firenze e la partecipazione come super ospite a Sanremo. Sarà il 18 marzo al Palanet di Padova nell' unica data triveneta per questa prima tranche di concerti. Va subito detto che la signoria Todrani è in assoluto stato di grazia; lo show è bello e completo e il pubblico, dall' inizio alla fine, le dedica un vero e proprio trionfo.
Cos' ha in più la Giorgia di questi ultimi anni rispetto a quella sì brava ma un po' stizzita dei primi anni? Certamente una carica umana e di simpatia forse a lungo repressa; una familiarità con il palcoscenico sconosciuta alla maggior parte dei suoi colleghi italiani e anche una confidenza con il pubblico stile Las Vegas. "A me gli occhi", insomma, anche se senza occhiali la brava cantante romana in realtà fatica a distinguere oltre la terza fila. Ci basta che canti come sa. E il repertorio, poi, che negli anni è diventato solido, permeabile alle novità ma anche ortodosso a quel pop-funky-jazz che vive stabilmente nel profondo della sua anima.
Il palco è semplice e funzionale, e allo stesso tempo ricco dal punto di vista tecnologico. Un videowall fa da grande fondale di proiezione; due schermi laterali ripropongono le immagini televisive riprese in diretta. Il video di "La la song", che termina con la scritta "Save the Planet", precede l' ingresso dei musicisti. Quando entra Giorgia (look casual- fine, con giacchettino scuro con lamé e short rosa stile Minnie) un grande ologramma riproduce la Terra, e rilancia quel messaggio ecologista che farà da fil rouge all' intero show. Ed è proprio "Mal di terra" il primo brano, seguito da "La gatta" ("mangio troppa cioccolata") con grande partecipazione emotiva della "più che corista" Robertà Granà: una che ormai respira allo stesso ritmo della Todrani, tanto è brava a farle il controcanto.
La band comprende Sonny Thompson, piano e basso e direzione musicale, che da anni coordina il suono di Giorgia. Marcello Surace, batteria, e Maurizio Fiordiliso, chitarra. E' la stessa Giorgia a sottolineare il "ritorno dopo un periodo di assenza" del tastierista James Raymond. Unitamente al fantasioso percussionista Tim Cornwell (bello il suo intermezzo all' interno di "Libertango", durante il cambio d' abito di Giorgia) ecco l' ingresso del chitarrista Mike Scott, funky quando occorre ma con un substrato rock evidente.
Ventiquattro brani in scaletta, dopo "Un amore da favola" Giorgia si mette a chiacchierare con il pubblico, si rilassa e sottolinea l' importanza del nuovo album uscito a novembre, in cui ci ha messo molto del suo anche a livello compositivo. Ecco allora "Stonata", "L' eternità" e la famigerata "La la song", che a noi non è mai piaciuta molto, all' interno di un album eccellente, ma che invece sta funzionando molto bene sia nelle radio sia dal vivo, con gli immancabili coretti da parte del pubblico. E si va avanti così, con l' impatto visivo del grande schermo che alterna immagini inedite e backstage di servizi fotografici.
Dopo l' interludio della band, Giorgia si mette sul trespolo, nel senso del seggiolino, e arriva il medley con "Senza segreti", "E poi" e "Come saprei". Toltasi il peso degli hit sanremesi procede diritta con "Vivi davvero", "Ora basta", eccetera eccetera. Lo show termina con "Libera la mente" e riprende con "Strano il mio destino" per piano e voce. "Chiaraluce" e "Spirito libero" salutano il pubblico. Voce "in palla", brava band, arrangiamenti originali. Trionfo per la sola star di genere pop-funky (Pausini e Nannini sono altra cosa) che vanti il Belpaese.
Bruno Marzi

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