
Ci lascia a 78 anni David Lynch, sofferente da tempo di una grave forma di enfisema che lo costringeva a stare chiuso in casa, impossibilitato a tornare alle regìa, all'arte e al curioso dell'uomo che lo ha sempre coinvolto. Non a caso la mia foto lo ritrae nel 2006 alle Triennale di Milano per una conferenza assieme al dottor John Hagelin, esponente di un movimento denominato Transcendental Meditation Movement. Con loro c'era anche Donovan Leich, grandissimo cantautore generazionale, e en passant Enrico Ruggeri (credo che fosse uno degli organizzatori).
Tutti scriveranno del regista "scandaloso" ma non iconoclasta, creativo ma non sovversivo. Pure musicista e pittore. Per celebrarlo, basti solol'elenco dei suoi film, bene in vista.
Erasehead (1977)
The Elephant Man (1980)
Dune (1984)
Velluto blu (Blue Velvet) (1986)
Cuore selvaggio (Wild at Heart) (1990)
Fuoco cammina con me (Twin Peaks: Fire Walk with Me) (1992)
Strade perdute (Lost Highway) (1997)
Una storia vera (The Straight Story) (1999)
Mulholland Drive (2001)
Inland Empire - L'impero della mente (Inland Empire) (2006)
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