Alexia intervista Di Tutto 2008

Pubblicato il 5 agosto 2025 alle ore 19:23

Di Bruno Marzi

Il coraggio di cambiare. Di essere una persona nuova sia come donna sia come artista. E vincere. Alessia Aquilani è quella minuta e solare ragazza di La Spezia dai grandi sogni da tutti conosciuta come Alexia, la cantante e compositrice (meglio dire cantautrice?) che dalla metà degli anni Novanta in poi ha saputo vendere oltre cinque milioni di dischi nel mondo con la sua particolare “dance Tricolore” (Ivana Spagna lo fece dieci anni prima) e trionfare poi al Festival di Sanremo del 2003 con “Per dire no”, dopo che l’ anno precedente “Dimmi come” fu seconda e vincitrice morale, ovvero il disco più venduto del momento.

<Me l’ hanno chiesto anche nel 2005 di tornare al Festival – ci racconta Alexia con il nuovo look biondo creato con lo staff Armani – ma avevo un piccolo impedimento: ero leggermente incinta… >.

Ed eccoci alle novità. Dopo il matrimonio, tre anni fa, con Andrea Camerana, manager e nipote dello stilista Giorgio Armani, e la nascita della figlia Maria Vittoria. Alexia è tornata alla musica con un nuovo album “Ale’” che dal 28 luglio (data “zero” ad Ancona) porterà in giro in concerto fino ad ottobre. Il 16 agosto si esibirà a pechino in “Casa Italia”, ospite poi dei microfoni di Radio Italia, la radio ufficiale del Coni alle Olimpiadi, così come Al Bano la settimana scorsa, Gianni Morandi l’11 agosto e Irene Grandi il 23.

<Sono talmente entusiasta delle nuove canzoni – sottolinea – che le canterò tutte, ma proprio tutte in concerto. Le prove vanno benissimo e lo spettacolo si annuncia molto rock!>.

Grandi novità, insomma?

<Diciamo che queste canzoni, in cui racconto molto di me, sono il risultato di un lavoro appassionato e finalmente libero, visto che ho autoprodotto il disco. Da mio marito poi, che è lontano dal mio mondo professionale ma è una persona molto concreta e che dà sicurezza, ho ricevuto buoni consigli, ma alla fine sono sempre stata io a scegliere>.

Sembra che la tua sia una specie di “seconda vita”…

<In un certo senso è vero. Dopo 15 anni di vita in comune con una persona, scoprirsi capace di innamorarsi di nuovo, e a prima vista, è stata una sorpresa anche per me, abituata a guardarmi allo specchio tutti i giorni e a giudicarmi anche con durezza. E invece è successo. Per anni ho cercato rapporti che mi mettessero alla prova. Questa volta è bastato scambiare i nostri sguardi, come racconto in “E non sai” e abbiamo scoperto di avere una profonda solitudine dovuta ai nostri valori umani ma di cercare le stesse cose, trovandole proprio nel profondo della nostra anima. E’ stato un vero colpo di fulmine!>.

Lei veniva da scelte difficili…

<Sì. Ho finito in maniera traumatica tutta una serie di esperiente personali (la canzone è “Guardarti dentro”. Ndr) e professionali. E’ successo tutto in fretta. Non riuscivo più a sopportare e condividere le scelte che gli altri facevano per me. Sentivo di avere altro dentro. E così, prendendo tempo e lavorando in libertà, vivo questro rientro in maniera entusiasmente>.

Anche Armani le ha dato buoni consigli?

<Certamente. E con lui ho trovato uno staff nuovo, di altissima professionalità, per il quale conta prima il progetto artistico e non l’ immagine, e poi si studia in quale maniera metterlo in pratica. Io mi vestivo già Armani dai tempi di Sanremo. In tempi non sospetti, diciamo… >.

E poi è arrivata Maria Vittoria, altro “argomento” del cd…

<Mi basta vederla la mattina per sorridere e iniziare la giornata con una forza incredibile! “Occhi negli occhi” racconta di quuesta cosa incredibile che è la maternità, meglio se cosciente e matura come la mia>.

“Mio padre” invece racconta di una perdita.

<… Che finalmente riesco a vivere con un sereno distacco, dopo tanti anni di sofferenza. Mio padre è morto giovane, e io non sono mai riuscita ad allontanarmi veramente da lui. Adesso invece, e un po’ grazie anche alla musica, ne parlo al passato prossimo, come per una parte della vita importante che però non c’è più>.

Nelle nuove canzoni, però, parli molto anche di te stessa.

<In due canzoni in particolare. Ne’ “Il folletto” affronto i momenti della mia vita in cui ho incontrato persone, ho fatto scelte e in certi casi sono stata usata. Una specie di autoanalisi, sottolineata forse non a caso da un ritmo e da una musica particolari. In “Ale’” parlo a me stessa appunto come davanti al famoso specchio, ma sono più indulgente e serena, ricordando anche quei momenti di nostalgia del passato che, come per la canzone dedicata a mio padre, diventano importanti, dolci e fermi nel tempo>.

Parli anche della Società che ci circonda, e non in termini molto accondiscendenti…

<”Il branco” racconta della voglia di omologazione dei giovani, che credono di non esistere se non all’ interno di un gruppo che segue certi atteggiamenti e certe mode, ma ovviamente non è così. C’è anche la voglia di lasciarsi andare un po’ come in “L’ estate”, brano che alleggerisce la tensione generale con argomenti un po’ più frivoli>.

A proposito di estate, ti intristisce che non ci sia il Festivalbar, manifestazione che ti ha portato sempre fama?

<Un po’ sì, ma sono convinta che Andrea Salvetti abbia fatto bene a “saltare un anno”. So che ci sono stati problemi organizzativi e di cast. Certamente nel 2009 il Festivalbar tornerà e sarà fortissimo!>.

Dance, pop-soul e adesso rock. La tua bellissima voce è al servizio di una nuova causa?

<Come avrai sentito, anche se ci sono ballate importanti come “Guardarti dentro”, “Ale’” e “L’ immenso”, l’ album è basato sulla chitarra elettrica, a volte anche bella cattiva e sempre “tosta”. Questo ha portato a una ricerca nuova che credo piacerà molto anche ai miei fan della prima ora, perché dietro ci sono sempre io. In concerto mi esibisco con una band giovane che in un certo senso ho “allevato” negli ultimi anni. I brani storici, poi, verranno riproposti con arrangiamenti nuovi, alcuni in “acustica” altri con qualche sorpresa… >.

Cosa ti aspetti dal futuro, Alexia?

<Personalmente di continuare ad avere questa grande forza e serenità. Musicalmente ho altre grandi idee. Il primo passo lo sto facendo già in questi giorni registrando “L’ immenso” in inglese. Mi è stata fatta una precisa e importante proposta dall’ Estero. Chissà, potrei tornare ad andare in giro per il Mondo, sussurrando: “Vi ricordate di quella ragazza che faceva la dance?”… >.

Bruno Marzi

 

 

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