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Anouk è famosa in Italia per essere stata proiettata sul palco del Festivalbar dopo aver spopolato con il brano utilizzato da colonna sonora in una famosa pubblicità automobilistica di un paio d' anni fa. Gli amanti del rock l' hanno apprezzata sia per l' avvenenza sia, più prosaicamente, per la partecipazione allo show di Vasco Rossi a Imola, quello memorabile del '98 con 150mila persone. La 24enne rockeuse olandese è tornata in pista con un nuovo album, "Urban solitude", in uscita oggi e anticipato in radio dal singolo "Are you kidding me?", sempre più duro anche nei testi, di taglio introspettivo e cantautorale.
Si parla della nuova solitudine delle città; un problema che nel Nordeuropa è causa di malessere e disadattamento giovanile. "Se non avessi fatto la musicista - ci spiega Anouk, bella, bionda e con lo sguardo perennemente indagatore - mi sarei occupata di psicologia infantile, nello stesso istituto in cui sono passata per un certo tempo anch'io quando, da ragazzina, ero a dir poco irrequieta. Anche con la musica, però, penso di poter fare molto e di comunicare con i giovani facilmente. Di norma poi preferisco l' amicizia con gli uomini a quella con le donne: sono più diretti, calorosi e sinceri. In più, si evitano gelosie e pettegolezzi... ".
L' interprete di "Together alone", il primo album, e singolo, del '97 che l' ha portata al successo mondiale, dimostra anche una certa capacità di riflettere su se stessa e sul mondo che la circonda: "Faccio una vita 'rock and roll' ma fino ad un certo punto. Mi piace esprimere la mia energia, specialmente nei concerti, ma poi ritorno una ragazza normale, anche se lavoro e vita privata si intrecciano. Per dirla tutta. recentemente ho cambiato il bassista della band... per ragioni non artistiche! Ovviamente continuo a credere nell' amore, quando funziona; nell' amicizia, anche se ultimamente ho patito una delusione molto cocente al riguardo; nell' intesa a prima vista. Ho scoperto di avere la capacità di capire subito se una persona vale o no".
Anouk non si nasconde dietro un dito e parla volentieri del suo modo di comunicare emozioni con il rock: "Il disco riflette in maniera quasi autobiografica il mio mondo e la capacità di relazionare. Parlo di cose che conosco bene insomma. Viene fuori forse anche un difetto: quello di vedere le cose o bianche o nere". Odi et amo, insomma. Con Vasco Rossi il rapporto è cordiale e amichevole, a quanto ci racconta: "E' un 'matto' ma è grande! In più è adorabile, di grande talento. Ci siamo conosciuti al Festivalbar e abbiamo subito fatto amicizia. Conosco anche la sua famiglia e ci sentiamo spesso. Non è detto che in futuro le nostre avventure artistiche possano coincidere e si incontrino di nuovo".
Bruno Marzi
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