Elio esce dal suo corpo Il Gazzettino 1994

Pubblicato il 6 agosto 2025 alle ore 13:51

NOSTRO SERVIZIO
Frizzi e lazzi. Elio e le Storie Tese, fedeli a loro stessi, pubblicano un album di "non-successi" del passato e, tutto sommato, "non dal vivo". "Esco dal mio corpo e ho molta paura".  l'ennesimo disco "per noi giovani" (quasi tutto il seguente "virgolettato", citazione dei Nostri) in cui i ragazzi milanesi, e non, tirano a stupire, malcelando un vecchio senso di inferiorit{ nei confronti dei "musicisti veri".
Il bello, o il guaio, } che oramai anche loro sono diventati bravi musicisti; in certi casi addirittura bravissimi. Lo dimostrano nella maniera di porgere le canzoni, o presunte tali. Nessuna incertezza, nessun ripiego armonico. Ecco, allora, che Elio e Amici, per cinque sere, riuniscono un pubblico di aficionados alla Regson di Milano, mitica sala di registrazione per la musica leggera degli anni Sessanta, Mina compresa. Tirano fuori il meglio, con poche correzioni postume, e riempiono un cd con diciotto selezioni. Si tratta di vecchie canzoni mai registrate, con poche eccezioni.
E’ il festival del nonsense organizzato. I fan della prima ora ritroveranno i vecchi cavalli di battaglia della band, molto pi` cabarettistici, appunto, rispetto ai successivi. Titoli come "La saga di Addolorato", "Gomito a gomito con l' aborto", "Ocio, ocio" promettono e mantengono. Non manca, per|, la mitica title-track di "Mai dire gol", "Amico uligano". Per il resto, Elio parla più del solito. Cabarettando.
Musicalmente, l'omaggio al grande Zappa è continuo, come nel finale falso-blues di "Addolorato". L'ospite voluto e cercato del disco, in "Aborto", à il mitico Tonino dei Camaleonti. Non manca una "reprise", con "Sono felice", canzone cantata da Milva a Sanremo '90. Un cd-singolo per le radio "fortunelle" contiene pure "In te" di Nek, cantata dal celebre Mangoni, architetto milanese amico d'infanzia, oramai coinvolto regolarmente nelle "zingarate" di Elio. Come dire: dagli amici mi guardi Dio...
Elio trova modo di riciclare anche tale Riz Samaritano, nel duetto di "Cadavere spaziale", brano nonsense-noir (aleggia il sorriso del mai abbastanza rimpianto Franco Nebbia) registrato giusto trent'anni prima nello stesso luogo. Anche la "parolaccia", primevo biglietto da visita della band e artefice del primo successo goliardo-adolescenziale, sta ridefinendosi. La "minaccia" è che, dopo l'imprimatur a Jovanotti, nella veste di rapper arrabbiatissimo, ci tocchi di vedere Elio e le Storie Tese al Club Tenco.
Bruno Marzi

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.