Questioni di lana caprina. Però, povere capre...

Pubblicato il 13 agosto 2025 alle ore 23:25

 

Ogni giorno mi premuro di affrontare una o più questioni serie, ma veramente serie. I risultati sono quelli che sono, anche perché la Società è quella che è. Tira di più la foto di un gattino che il massacro a Gaza. Molte cose si sgretolano nell'egoismo imperante supportato da una profonda e anomala ignoranza. "La donne di Napoli, si gettano tra le fiamme", pur di salvare i propri figli. Lo cantava nel 1990, e lo canta ancora il mio amico genovese genoano Francesco Baccini. Quelle donne che si gettano tra le fiamme lo fanno a Gaza, ma noi facciamo finta che non succeda e andiamo invece al pronto soccorso per uno spelino.
Ecco, sarebbe già un buon post ricco di spunti, ma io ho promesso una facezia che, forse per quanto esposto in apertura, diventa ancora più sciocca. Vi parlo di Vercelli, della mia Vercelli in cui ho vissuto per 41 anni da quando nacqui, quel 20 aprile del '54 in cui venne giù un po' di neve (tanto per distinguermi). Venni al mondo nel vecchio Ospedale, che dalla stazione arrivava a metà del Viale Garibaldi e che adesso è un parcheggio. Quel viale è un pezzo di storia ben radicata. Proprio a fianco dell'Ospedale, allora lazzaretto, nel '500 seppellirono i quarantamila morti per la peste, a circa 12 metri sotto il livello stradale. Un viale storico, insomma, lungo circa 600 metri (non un chilometro... ) che in questi anni è stato massacrato e trasformato in quello che, secondo le pie illusioni di poveretti (sempre i soliti quattro, tra l'altro) dovebbe essere una specie di giardino all'inglese. Cos'è un viale alberato, in sintesi? E' un largo spazio che nel tempo si è trasformato in uno "sfogo" per i cittadini, alla ricerca di tranquillità, riposo e un po' d'ombra. Deve consentire il comodo passeggio e lo spostamento da una parte all'altra del viale stesso, dove si trovano palazzi, abitazioni e attività commerciali di ogni tipo. Punto. Deve essere pulito, dotato di panchine comode ad intervalli regolari; non troppo basse per permettere agli anziani di rialzarsi. Deve avere anche un paio di attraversamenti per spostare le auto da una parte all'altra, non deve fare polvere d'estate e non dev'essere di intralcio d'inverno, quando, se nevica bene, non si sa dove si mettono i piedi. Noi da bambini ci si giocava tranquillamente. Partite a calcetto con la pallina da tennis, corse nei vialetti laterali, anche con le biciclettine. Mai nessuno si è fatto male (qualche sbucciatura... ) e mai nessuno si è lamentato. Tutti ci conoscevano e sapevano che eravamo bravi bambini. Oggi, al tempo del "giaridno all'inglese", le persone sono diventate caustiche. Se un ragazzo, magari accanto alla sua "simpatia" al tramonto, mette i piedi sulle orribili nuove panchine, c'è una persona perbene che fa la foto, invoca la multa dei vigili e magari la DIgos. Altro orrore: la pupù dei cani, Anche se portata via subito dai padroni mettendo le mani in mezzo ai rovi...
Gli esempi sono innumerevoli. Questo viale è inviso a tutti, a parte quei quattro del giardino... Soldi "europei" buttati via e fatti passare per riqualificazione urbana. Allora c'è chi dice che cominciano a spuntare i fiori, si sentono gli odori delle essenze, e cose del genere. Io avrei, come molti, grossi problemi solo per questa follia cittadina, soffrendo di rinite allergica. Per non parlare di cosa succederà con le zanzare, che degli aromi benefici se ne fottono. Follia fatta passare per progresso. Ci sono cose che non devono essere toccate, ma solo migliorate e non stravolte. Tutti noi, forse, abbiamo un viale Garibaldi nelle città e nei paesi in cui abitiamo. E ci siamo affezionati così come sono. E non deve entrarci la politica, il leccaculismo di provincia, il cattivo gusto fatto passare per scelta coraggisa. Viale Garibaldi così com'è fa cagare. E in tre anni (ricordo: seicento metri) non sono nemmeno riusciti a finirlo... E INTANTO SEI OLMI SIBERIANI SONO STATI ABBATTUTI...
 
Nella cartolina d'epoca: com'era...

 

 

 

 

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