Le ragioni di Israele? FB 2025

Pubblicato il 13 agosto 2025 alle ore 23:33
L'articolo a firma Elena Loewenthal su "La Stampa" di oggi mi intristisce più di quei commenti da bifochi di alcuni ebrei erranti. Di fronte alla morte di migliaia di morti e bambini", questa persona mi rispose: "L'hanno voluta loro". Se la sono cercata, insomma. Donne e bambini, la colpa tutta ad Hamas, dimenticandosi che in Palestina, nel '47, l'Irgun tirava bombe agli inglesi. Il pezzo della Loewenthal cerca un senso di "normalizzazione" delle ragioni. Non in maniera ipocrita, come altri hanno fatto e stanno facendo, ma cercando un senso dove non esiste. E alla fine, sconfitta ma senza volerne dare l'impressione, dice nell'odierno articolo: "È questo miscuglio di cose che ci abita e che non è affatto contraddittorio anche se in questo periodo sta in equilibrio fra la doverosa, istintiva e angosciante compassione per la gente di Gaza e quel senso di famiglia ancestrale che significa essere ebrei – in Diaspora così come nello stato d’Israele. Fra il dolore per gli uomini, le donne e i bambini palestinesi vittime di questa guerra e le ragioni di Israele, precipitata senza volerla in una guerra tormentosa e complicata".
Insomma, una ampia parte anche intellettuale dell'ebraismo "non riesce" a sentirsi mai del tutto in colpa, non esige quella "spallata" a Netanyahu che molti auspicano. Le due parole chiave, "genocidio" e adesso "deportazione", risultano per loro impronunciabili. Tantopiù "pulizia etnica" e "manzogna". E'questo il triste, lugubre confine che offusca la ragione del Mondo.

 

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