La nota espressione gergale recita: "Capire Roma per toma". In vulgata: non distinguere la Capitale d'Italia da un tipo di formaggio. In forme - è il caso di dirlo - più edulcorate, è quello che accade ogni giorno nel mondo dell'informazione e dei Media, in tutte le forme digital-elettroniche che conosciamo. Ho un esempio recentissimo. Un paio di giorni fa ho esternato la mia spontanea simpatia e rispetto per la conduttrice di "Mattino Cinque", la mitica Panicucci. Mi riferivo in particolare alla vicenda di Garlasco che la ragazza di cinquantotto anni tratta con originalità e giusto piglio.
Apriti cielo! Se la maggioranza degli interventi (siamo attorno ai duecento. Molti li ho cancellati per eccesso di livore) sposa la mia tesi, tantissime signore (non potrei definirle diversamente) si accaniscono sulla fortunata ragazza che alla sua età ha fisico e pelle molto giovanili. Madre Natura? No: botulino, ritocchini, favori sessuali - addirittura! - malcelati dietro giri di parole, pur di arrivare al successo. Ho già spiegato il fatto che la conosca da giovanissima ma non è bastato. E' saltato fuori qualche sedicente compagno di scuola che le dà della "stronza" (invidia e bocca asciutta?) e altre banalità. Il massimo è: "Non è una giornalista". Alla faccia del bicarbonato di sodio...
Questa è la premessa. Indica però di come un fatto qualsiasi di cronaca (Garlasco è la madre di tutte le battaglie, in questo senso) venga usato, nel dispregio oserei dire della povera vittima, per ragioni sociali e politiche. La Destra, in generale, mette la testa nella sabbia e sposa la colpevolezza di Stasi in maniera acefala, con l'unico scopo di supportare gli organi di Polizia. Il resto dell'opinione pubblica si fa un sacco di domande sulla a dir poco scellerata conduzione delle indagini (2007, 2014 e 2017) e comincia a comprendere che, con molta probabilità, Stasi sia stato incastrato per proteggere altri protagonisti, in stile "Twin Peaks".
Il condizionamento dell'opinione pubblica è un fatto ben noto (fascismo compreso con il MinCulPop) utilizzato da chi detiene il Potere allo scopo di mantenerlo (vedi "Trumpf" che insulta le giornaliste, eccetera). Il progressivo svilupparsi della tecnologia ha pero reso questa competizione abnorme. Negli anni Sessanta, restando in Italia, c'era il motto: "L'ha detto la televisione", o l'unico telegiornale democristo che dir si voglia. Ma quella DC, chiesastica e ortodossa, si auto limitava nell'imporsi, memore anche della non lontana guerra e della lotta per la Liberazione. Ed era anche quella dell' "illuminato" Ettore Bernabei.
Oggi è tutto allo sbando. I giornali contano poco o nulla, e i loro dipendenti (spesso profondamente acefali) arrotondano con le comparsate televisive quotidiane come opinionisti (il Giornale ne schiera ben quattro su Garlasco). Nel caso di problemi penali, cavalcati come centri d'interesse permanenti, gli avvocati della varie parti sono costretti ad apparire ogni giorno nei vari programmi, proprio per bilanciare la proprie tesi pre-processuali. Il bravo De Rensis sta invecchiando in diretta tv... Svizzera, tunnel alla Casa del jazz, frane, delitti di gelosia, scandali sessuali, Santedeché. C'è di tutto. E tutto è al servizio del Potere, corrotto e corruttore. Resistiamo al loro sporco e interessato gioco, appunto. Mai come di questi tempi la parola Resistenza è d'obbligo.
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