Non so se si tratti di una caduta di stile, una svista editoriale o un vero e furbetto tentativo di aggirare il silenzio di riflessione pre-elettorale (domani e lunedì si vota, e sapete come la penso al riguardo). L'immagine che mia appare è appunto quella di Eddie Murphy truccato da "studente africano fuori sede" sul treno ne' "Una poltrona per due". Stamattina, sabato 21, "Omnibus" su La7, condotto dalla brava Gaia Tortora, ha mandato in onda una lunga intervista a Sergio Cusani, autore del libro "Il colpevole", uscito un mese fa per i tipi di Feltrinelli. Anche Gaia scrisse un libro sul padre: "Testa alta e avanti". Entrambi i protagonisti, giornalista e intervistato, sono stati vittime di casi personali pesantissimi nei rapporti con la Giustizia, anche se in maniera totalmente diversa. Gaia è la figlia di Enzo Tortora, la più giovane e combattiva dopo la morte prematura della sorella Silvia a 59 anni, nel 2022. Silvia era la moglie dell'attore Philippe Leroy, recentemente mancato, ma nonagenario. Proprio Silvia aveva combattuto tenacemente in difesa del padre, e forse come il padre subì delle pesanti conseguenze sulla salute.
Sergio Cusani era, in senso diciamo nobile, il "faccendiere" di Raul Gardini nelle vicende che portarono al suicidio di quest'ultimo alla vigilia dell'arresto e al successivo processo Enimont, legato alla vicende di Tangentopoli. Ad usum delphini, per i più giovani, con il consiglio a questi di informarsi sul periodo più discusso e discutibile degli anni Novanta, con ripercussioni che continuano ancora oggi. Cusani, persona colta e intelligente, tirata per la giacchetta nelle vicende delle tangenti Enimont ma con colpe comunque precise e accettate, venne condannato e si fece un periodo di galera nel quale si distinse per l'impegno sociale e fattivo nei confronti dei compagni carcerati. Un modello.
Ebbene, suona strano che più di trent'anni dopo sia Gaia sia Sergio intreccino la loro giusta e meno giusta permalosità nei confronti della Giustizia proprio alla vigilia di un voto molto importante per la libertà della Magistratura, pur con tutti gli evidenti errori, e la nostra. Come capirete, sull'argomento mi trattengo molto, perché diversamente dai politici (politici?) che ci governano (governano?) posseggo la dignità per non intromettermi e violare la Legge. Al contrario appunto di molti, a partire dai Capi e finendo, come detto in apertura, a un programma televisivo della mattina molto amato.
Nella foto: Raul Gardini
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