Tutti in piedi per Céline...

Pubblicato il 14 settembre 2026 alle ore 00:54

Mi è capitato di rammentare in queste ore alcuni episodi che mi legano nel corso degli anni a Céline DIon, che in questi giorni, e dopo sei anni di traversie con lo spettro di non cantare più e non solo, ha ripreso la sua strada "live" a Parigi, di fronte a una folla oceanica, che si ripeterà per molte sere. Non ho nemmeno provato ad andarci, a Parigi, per vederla e ascoltarla. La mia attuale letargìa da concerti riempie endemicamente le mie giornate. Ecco, se venisse a Milano ancora una volta e gli organizzatori me lo chiedessero garbatamente e per piacere... Introduzione dal tono leggero, perché così deve essere. Céline ha molto gioito ma anche molto, troppo sofferto. Tralascio le cronache, la morte del marito René Angelil - un grande amore - e la malattia autoimmune che pare finalmente darle tregua. Tralascio - mica tanto - le cattiverie al suo riapparire sulla Tour Eiffel per le Olimpiadi di Parigi del 2024. Garantisco, comunque, che non era in playback e tantomeno con l'aiutino dell'autotune o cose del genere. Per sostenere invece degli show di due ore a piena voce occorre una salute in certa e definitiva ripresa. Ancora un po' tirata nell'espressione, ma decisamente alla fine di un calvario. Questo incipit di taglio giornalistico "puro" deve per forza lasciare spazio ai miei sentimenti. Brevemente, ho conosciuto, intervistato, fotografato e chiacchierato con Céline Dion quando venne a Milano per presentare il suo primo album in inglese di successo ("Unison" del '90 fu solo nordamericano) nel febbraio del 1994. La cosa buffa fu che, malgrado appunto presentasse l'album in inglese "The Colour of My Love" lei si divertì a parlare con me, a lungo, in francese... Ci "annusammo" professionalmente e umanamente. L'ho rivista poi in altre occasioni e interviste, però sempre più isolata da superstar, cosa che le fece fare di necessità virtù. Durante lo show di Milano al Forum mi riconobbe, salutandomi dall'alto di un pianoforte sul quale cantava. Se avrò modo di incontrarla ancora, sono certo che sarà come se più di trent'anni non fossero trascorsi.

La mia foto allo Shocking di Milano nel 1994...

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.