Milano
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Chissà cosa inventerebbe, se fosse anche un vero cantante!", commentano gli addetti ai lavori e gli artisti, a bordoring. Jovanotti continua a "pensare positivo". In attesa di una vera tournée, prevista a marzo, e con un album, "Lorenzo 1994", a 250mila copie vendute, il Nostro si esibisce al Jimmy's di Milano, in diretta per la trasmissione "Night express" di Rete 105; lui, che è nato e vive presso Radio Deejay di Claudio Cecchetto.
Il pubblico è composto da fan "doc", che hanno ritirato l'invito in radio. Non si tratta di adolescenti, ma di ultraventenni. Jovanotti è cresciuto con loro, ed è diventato "soggetto politico attivo". Anche Radio Popolare è con lui, tra il pubblico c'è don Gino del carcere giovanile Beccaria, e il Gruppo giornalisti musicali di Milano gli ha assegnato il premio dedicato ufficialmente alla memoria di Augusto Daolio, scomparso leader dei Nomadi.
Non basta. Anche il settimanale L'Europeo, lo scorso dicembre, l'ha definito "unico cantante politico" del nostro Paese, e molte delle nuove "posse" nate nei circoli giovanili di tutta Italia lo hanno preso a modello. Cosa ha fatto di tanto importante quel Jovanotti che girava in mutande e che stava pure per diventare genero di Celentano? Si è guardato attorno, ha deciso di cambiare le regole del gioco. Conscio sia dei limiti canori sia dell' enorme talento artistico che gli ha concesso Madre Natura, Lorenzo ha trovato nel rap il migliore sfogo alla sua voglia di fare.
D'accordo: vanno bene gli slogan politici, l'impegno sincero, la voglia di contare e la simpatia; ma, fino ad oggi, gli show di Jovanotti, tour con Carboni a parte, non avevano mai brillato per qualità artistica. Oggi, invece, Lorenzo si presenta con un set di musicisti compatto e di gran livello, capitanato dal fido bassista Saturnino, dal chitarrista Michele Centonze, e dal trombettista Demo Morselli, che gli dà pure lezioni di tromba...
Ecco, allora, che la musica, una specie di crossover tra hi-pop, rap-reggae e acid-jazz, va via pulito, malgrado le numerose e inutili interruzioni della conduttrice di "105" per le domande del pubblico. Il "Verbo di Lorenzo" lo conosciamo già. "Attaccami la spina" è già un mito, "Penso positivo" dura mezz'ora, "Piove" e "Mario" sono un trionfo. Lui sorridente e con il cappello da baseball ben calcato in testa, se la gode, e sembra non voler finire mai. "... E non mi stanco", "rappa" a mezzanotte inoltrata. Gli amici Biagio Antonacci e Gatto Panceri salgono in scena per improvvisare "Sex machine" di James Brown. Noi, invece, alziamo bandiera bianca.
Bruno Marzi
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