Dylan is Dylan?...

Pubblicato il 3 novembre 2026 alle ore 14:05
Un famoso brano del 1974 di Michel Delpech (noto in Italia come "L'isola di Wight" dei Dik Dik) faceva così: "Wight is Wight, Dylan is Dylan; Wight is Wight, viva Donovan"... Eccetera. Concordo su Donovan Leich, vero mito che ho conosciuto e intervistato. Come i miei più affezionati sanno, ho anche intervistato Bob Dylan, quando nel 1984, a maggio, fece un doppio show all'Arena di Verona con Carlos Santana. Il rarissimo appuntamento con la stampa fu nella vicina Sirmione. Aggiungo, a fare buon peso, che non mi è dispiaciuto il film biopic incentrato sugli inizi e l'amore con Joan Baez.
Ciò premesso, da parecchi anni il signor Robert Zimmerman in arte Bob Dylan, ebreo statunitense di anni 85, fa di tutto per farsi detestare. Inizialmente si mise a storpiare i suoi brani più famosi, al punto da renderli irriconoscibili nei concerti, con tanto di lamentele del pubblico (De Gregori ha fatto lo stesso per un certo periodo ma poi Dalla lo ha fatto ragionare... ). Nel nuovo Millennio, non si sa bene se per vanità o altro, decise di non ammettere più fotografi e telecamere sotto il palco. Fregandosene del diritto di informazione. In un tour che lo portò, se non erro, al teatro Verdi di Firenze pretese due guardie armate sotto il palco (si disse ex Mossad) a causa di presunte minacce alla sua persona. Gente armata non appartenente alle Forze dell'ordine; credo che sia illegale in Italia, ma Dylan pretese e ottenne per non fare saltare lo show. Adesso arriva di nuovo da noi per tre serate, la prima nella nuova ed enorme arena milanese privata, e obbliga tutti i presenti a consegnare i telefonini all'ingresso, sigillati in una busta e riconsegnati all'uscita. De Senectute?
Mica tanto. E'da anni che fa lo stronzo, e per contro da secoli non produce nulla di nuovo. Io sono contrario a giustificare i divismi, anche quelli innocui, come le pretese in camerino e le richieste eccentriche. Solo i fan più accaniti giustificano tutto al loro Divo. Ed è per questo che, anche per Dylan, che in Italia ha suonato decine di volte, pagheranno biglietti dal costo inusitato.
Come potete immaginare, nella mia attività professionale ho incontrato migliaia di artisti, più o meno famosi, ma Dylan appartiene a quel ristretto "circolo" di insopportabili. Questo, sia ben chiaro, non tocca la sua produzione artistica. Momenti come Newport o il "Rolling Thunder Revue" con la stessa Baez e Scarlet Riveira al violino ("Hurricane", per dire) sono nella storia della musica popolare, e la sua grandezza è data anche alle poche condivisioni con altri artisti, come Hendrix, che "girò" meravigliosamente attorno alla Torre dell'orologio. Spero di essere stato chiaro, e chiudo ricordando che io stesso, che di anni ne ho "solo" 72, ho deciso di non seguire (con le eccezioni del lavoro esimio di amici come Claudio Trotta) i nuovi tour, proprio per eccessi di costi (anche se per lavoro non pago mai) e mancanza cronica di reali novità che non siano esposizioni epidermiche o gorgheggi su brani che assomigliano poco a vere canzoni. Confido in future mostre fotografiche e in splendidi trenini elettrici...
Mia foto: Dylan dal Papa a Bologna nel settembre del 1997

 

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