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Gianna le dice dove la luce è migliore per fare le fotografie e Isabella la segue senza nulla eccepire. Una abbronzata e gritosa come sempre, l' altra diafana nel colorito, il trucco pesante e una mise di pelle e calze a righe da gigolette chic. Doveva esser un evento, insomma, quello che ha visto per un' ora sullo stesso palco Gianna Nannini, tutti sappiamo chi è, e Isabella Santacroce, che ovviamente fa di tutto a sua volta per far sapere chi sia, e cioè la famigerata scrittrice di tendenza "pulp" dalle buone critiche e dai migliori riscontri di vendita, con libri come "Destroy" e "Luminal".
E' altresì cosa nota che le Due collaborino artisticamente (il recente cd dell' artista senese "Aria") ed è ancora più evidente, dagli sguardi e dalla complicità quasi animelesca, che Gianna e Isabella abbiano deciso di "aggredire" per un po' la vita in comune. Notti in discoteca nella di lei natìa Riccione, consigli su uomini, donne, sentimenti, sapori dell' esistenza. Fin qui tutto bene, ma quando, presentate dal collega dell' Espresso Roberto Gatti, che tra due cotante personalità - e non ce ne voglia - ha fatto la figura del famoso salame, Gianna e Isabella salgono sul proscenio del Cafè interno al megastore Feltrinelli di piazza Piemonte, si capisce che sarà più una festa per i fan, e le fan, che gremiscono la sala.
"Come ci siamo conosciute? Al mare. Sì al mare… ", dice Isabella. "E' stato subito uno scontro - aggiunge ridendo la Nannini - perchè io stavo mettendo su una strana band in Sicilia. Poi ci siamo incontrate un po' dappertutto lavorando nei posti più strani". Le domande del pubblico ovviamente non possono che essere banali o alla meglio curiose. Ogni tanto, visto che un pianoforte a coda troneggia sulla scena, parte dal fondo della sala un "Canta!", a cui Gianna risponde: "Io o Isabella?". Il lavoro sul disco? "Attennto, su vocali e consonanti, sui suoni e sul senso delle parole, che arrivano da dentro, dalla pancia", dice la Santacroce. "Partivo sempre dal testo, cercando di entrarne ed uscirne con la musica", aggiunge Gianna.
L' amore? "L' amore è la musica, le parole, un troiaio insomma… " annuncia la Gianna. E Isabella annuisce. Cosa fate assieme? "Le quattro di notte in discoteca, ci divertiamo un sacco" dice la prima e la seconda rinforza: "Le ho fatto conoscere un po' di posti nuovi, che sono anche una buona fonte di ispirazione". Nelle prime file molte coppie di ragazze gay, anche non solo ragazze, e poi famigliole con figli al seguito, intellettualoidi o solo curiosi. Gianna va al piano e Isabella ci declama sopra.
La canzone è "Amore cannibale". Gianna resta dietro la tastiera e, richiesta dal pubblico, esegue "Ragazzo dell' Europa" e poi "You got a friend" di James Taylor, canzone fondamentale per lei ai tempi della "fuga" da Siena, dove tornerà il 30 agosto per un grande concerto in Piazza del Campo assieme a Mauro Pagani. L' happening finisce con la declamazione di una poesia, "Madre nostra", breve e intensa, declamata, grazie a una serie di fotocopie, da quasi tutto l' uditorio. Fine. Ancora un' intervista per "My-Tv" e poi solo autografi. Trattasi pur sempre di due rockstar.
Bruno Marzi
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