
Ezio Guaitamacchi
1000 CONCERTI che ci hanno cambiato la vita (946 pagine Rizzoli euro 22.50) Prefazione di Morgan.
E’ il libro splendidamente più inutile del Secolo. E per questo ci piace. Ezio Guaitamacchi, coadiuvato da Donato Zoppo, Massimo Longoni, Vanna Lovato, Roberta Maiorano e Arianna Conforto che hanno curato le schede, ripercorre la storia dei concerti pop-rock (definizione nostra di comodo) dal 1954 ad oggi (cioè dall’ anno in cui sono nato. Grazie) seguendo – va detto – un gusto personale che gli fa spesso ripetere, in circostanze e anni diversi, le citazioni – per esempio – di Who, Pink Floyd, Springsteen, Vasco Rossi, Madonna, Rolling Stones, e via dicendo. Si capisce benissimo quando le schede sono “vita vissuta” o pedissequo ripiegamento su informazioni recuperate in giro. D’ altronde, va detto che quelli della mia generazione, di concerti, ne hanno visti ben più di mille. Ripeto: lascia un po’ perplesso il criterio, ma ciascuno di noi ritroverà alcuni punti fermi della personale esperienza diretta e della cultura musicale che ne è conseguita (c’ero anch’io alla Certosa di Pavia per Stivell… ). A braccio, ho notato colpevoli lacune: i Rolling Stones al Palalido di Milano il primo ottobre 1970 (Matinée e serale. Lo stesso giorno a Milano uscì il film “Woodstock”) così come il tour dei Jethro Tull con i Gentle Giant (’71) e – visto che Ezio è di quelle parti – l’ esibizione dei Vanilla Fudge alle Rotonde di Garlasco (Pv) nel settembre dello stesso 1971. E poi il tour di Vasco di “Fronte del Palco”, nell’ estate dell’89, forse il migliore in assoluto. E via dicendo. Il reparto immagini (archivio di “Jam”, la rivista che ha creato e dirige da sempre) è debole, e a volte addirittura improvvisato. Insomma, a parte il “numero tondo” da mettere in copertina, che fa tanto marketing, l’ operazione sarebbe stata più efficace, proprio perché maieutica e ovviamente un po’ dottrinale, con meno schede più approfondite e una grafica migliore. Sarà comunque un regalo graditissimo sotto le Feste. Molto sincere e quasi commoventi le introduzioni dello stesso Guaitamacchi e Morgan, il cui primo concerto è stato quello dei Duran Duran a San Siro, ancora senza il terzo anello. All’ epoca – ovviamente c’ ero – ero già ben navigato. Tristezza genetriaca.
B.M.
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