Festival di Sanremo presentazione Di Tutto 2009

Pubblicato il 16 luglio 2025 alle ore 00:26

E se il Festival lo vincesse Patty Pravo? Zitta zitta, l’ eterna ragazza di Venezia, arriva all’ Ariston forte di un pezzo di cui si dice un gran bene (come ai tempi di “E dimmi che non vuoi morire”, di Vasco Rossi e Gaetano Curreri, con cui vinse il Premio della Critica) e, detto tra noi, tira aria di successo al femminile. “Ed io verrò un giorno là” poi è anche un bel titolo. Così potrebbe essere anche tra gli esordienti, dove l’ astuta Caterina Caselli ripresenta un’ artista dopo due anni di assenza. Karima con “Come ogni ora” (con Burt Bacharach nella sera dei duetti) rappresenta la parte “buona” di “Amici” (la De Filippi sarà al Festival sabato sera) così come Marco Carta, poca voce ma capace di vincere il reality/talent di Mediaset nel 2008, è il vero “non big” che Paolo Bonolis ha voluto in gara, a conferma che, malgrado le dichiarazioni d’ intenti e la buona volontà (i musicisti dell’ orchestra anche nel ruolo di giudici) al Gran Ballo del 59esimo Festival della Canzone Italiana contano di più i cinque valletti-modelli, uno per sera ovviamente, le quaranta “conigliette” del campione mondiale di Viagra Hugh Hefner, con quella spruzzata di impegno (il buon Bonolis ci riprova dopo la “mazzata” del Darfour nel 2005. Fu tra i pochi a tirare fuori i soldi veramente e a rendere possibile l’ iniziativa) che alla finalissima porterà in scena Bob Geldof, sette volte candidato al Nobel per la pace (, ha dichiarato) e furioso con il G8 () perché non si occupa dei veri problemi del mondo e, come ha annunciato pochi giorni fa a Milano di fronte al presidente del Ghana, .
E poi la presenza di Mina, per ben tre volte “derubricata”: fisica, virtuale in un video, e poi solo discografica in voce. Canterà “Nessun dorma”, brano compreso, guarda caso, nel nuovo cd dedicato alla lirica che uscirà venerdì prossimo. Nel bene e nel male, purché se ne parli insomma. Paolo Bonolis, e con lui il buon Luca Laurenti e il dinamico direttore artistico Gianmarco Mazzi, e ovviamente tutta la Rai, si augura che, dal punto di vista degli ascolti, dopo l’ anno negativo di Baudo venga ineluttabile quello positivo. Magari confidando nella voglia degli italiani di un po’ di evasione, visto il clima di recessione pesante e i titoli dei quotidiani che gridano “al lupo, al lupo!”. Ecco allora tornare la gara ad eliminazione (ma non più le categorie) con ripescaggio, e le giurie miste demoscopiche e in sala, con il coinvolgimento di giornalisti e orchestrali. Il tutto avvolto nella coreografia del sempre bravo Gaetano Castelli, definita “tondeggiante” e con l’ orchestra nel “golfo mistico” e il cantante al centro, realizzata dalle maestranze Rai (loro sì i veri professionisti silenziosi) in un lasso di tempo che copre il mese prima e quello successivo alla manifestazione. La televisione pubblica collauderà nuove tecnologie digitali all’ avanguardia e sistemi di ripresa innovativi. Per il resto, cioè la musica, bisogna attendere le 21 di martedì prossimo. E sperare in bene.
La verità è che il cast musicale, con qualche uscita creativa come il ritorno degli Afterhours (erano a Sanremo Rock molti anni fa) e i gemelli Diversi (sempre molto simpatici) risulta debole e ripetitivo. Gli artisti importanti sono quasi tutti in tour, a partire da Nek e Antonacci. Molti sono appunto i pluriripetenti, come Albano, Iva Zanicchi, Pupo e Compagnia, Nicolai e Di Battista, Povia e lo stesso Tricarico. Dolcenera, con “Il mio amore unico”, lavorato con pazienza nello studio di Vercelli dal bravo “sound maker” Roberto Vernetti, cerca il rilancio anche attraverso un nuovo look meno “estremo” e più da signorina romantica. E poi c’è la carica degli ex vincitori: Alexia, Fausto Leali, Francesco Renga, la stessa Zanicchi, Marco Masini. Grandi professionisti che però hanno uno stile ben consolidato e di certo non presenteranno novità. Spendiamo una parola buona su altre due ragazze: Silvia Aprile, grande personalità e degna di una nuova occasione, e Simona Molinari, napoletana dal cuore jazz che abbiamo applaudito, bravissima, a teatro accanto a Gio’ Di Tonno in “Jekyll & Hyde”.
Fa un po’ senso poi che tra i “giovani”, o come si chiamano quest’ anno, ci sia anche la bravissima Iskra Menarini, corpulenta corista “storica” di Lucio Dalla e non certo di primo pelo. Se Irene Fornaciari, per adesso grande “incompiuta” ma ovviamente nel cuore di papà Zucchero (con lei per il duetto assieme a Fio Zanotti in una parziale riedizione dei Sorapis) vorrà fare sul serio con “Spiove il sole”, allora saremo i primi ad applaudirla. E un Festival con molti punti interrogativi, insomma, e attorno al quale l’ interesse stenta a decollare, anche se come sempre a partire da martedì 17 fino a sabato 21 febbraio sarà il principale argomento di discussione tra gli italici deschi. Anche le solite polemiche pre-gara sono rimaste sottotono: il clamore sul nulla o quasi per Povia e “Luca era gay” (sentire la canzone prima di giudicare) e il testo di “Egocentrica” che Simona Molinari ha dovuto cambiare, pena l’ esclusione, e non si capisce bene il perché. La gara via web e sms che ha portato a due nomi su novanta al Festival in realtà ha arricchito solo le Compagnie telefoniche (max 10 sms al giorno per numero… ) e impoverito i manager degli artisti. L’ esperimento dell’ anteprima radiofonica delle “Proposte 2009” (si chiamano così, allora?) su Radiodue, con lo stesso Bonolis a condurre il programma, sembra più che altro un’ operazione di facciata. La Discografia, insomma, fa più conto su “X Factor” e, a livello di compilation, su “Amici” che sul Festivalone quasi sessantenne e un poì “arterio”. E gli ospiti stranieri? In video, naturalmente, come Bono degli U2, per beneficenza ovviamente ma con un nuovo album già “online” su Internet. Oppure spazio ai giovani, come Katy Perry la prima sera, forse il simpatico attore Vincent Cassel, marito di Monica Bellucci, e poi la conferma di Giovanni Allevi giovedì, che a noi piace molto come persona ma anche come artista, e che recentemente ha provocato vere orticarie ai puristi della musica classica per quella sua capacità di essere semplice e allo stesso tempo trascendere dagli schemi. Bonolis ha anche confermato presenze femminili sui generis e comici per ogni sera, così come sportivi e attori. E la “povera” musica italiana? Ben vengano allora gli auguri, pardon gli “in bocca al lupo”, di Massimo Ranieri, che ha ricordato . Il musicista e attore napoletano, che al Festival vinse con “Perdere l’ amore” ma che negli ultimi anni ha frequentato di più il “Club Tenco”, rincara la dose: "Spero che da quest’ anno si possa recuperare questa dimensione. Tutti noi, da Adriano a Mina, siamo passati da quel palco, che spesso è stato il vero lancio della carriera!".

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