Luca Barbarossa disco e tour Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 17 luglio 2025 alle ore 20:39

Milano
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Per presentare al pubblico il nuovo album "Via delle Storie Infinite" Luca Barbarossa ha scelto una formula originale: chitarra e voce e un "compagno di avventura" sul palco scelto tra amici e colleghi. Il 13 maggio alla "Locanda" di Belluno ci sarà Federico Stragà. "E' una maniera di dialogare su molti argomenti - spiega il 47enne cantautore romano, esordiente nell' 81 al Festival di Sanremo con "Roma spogliata" e poi vincitore nel 1992 con "Portami a ballare" - e di interagire con il pubblico. Per girare l' Italia con la mia band, i "Colplaid", ci sarà tempo nel tour estivo". A tutti poi è capitato di ascoltare Barbarossa come ospite di Enrica Bonaccorti in "Tornando a casa", programma preserale di RadioUno Rai per il quale ha anche firmato la sigla musicale. Luca è anche una "colonna" e principale "bomber" della Nazionale cantanti.
Artisticamente controcorrente da sempre, Barbarossa anche nel nuovo cd (ma la versione "liquida" su Internet a 9,90 euro ha tre brani "live" in più) sposa la causa dei sentimenti e dell' amore (la "title track" e "Un altro giorno") mandandoli a braccetto con la politica e la denuncia sociale di "Aspettando il 2000" e "Dio non è", per poi parodiare il tutto in "Forme di vita". La voce, sempre riconoscibilissima, si appoggia su una musicalità molto americana "prog" nelle sonorità, con ovvia dovizia di chitarre elettriche.
Più giovane rispetto all' ondata dei cantautori "storici" romani (tutti più vicini ai Sessanta che ai Cinquanta) Luca ha saputo trasporre il tutto con meno rabbia, un linguaggio più rigoroso e una grande attenzione alla confezione musicale. "Anche per questo disco - spiega - ho cercato di lavorare al meglio sui suoni, registrando al mitico studio "Quattro in Uno" di Claudio Mattone (Patty Pravo ci fece "Pensiero Stupendo". Ndr) senza però tralasciare l' aspetto dei testi, rigorosi e allo stesso tempo scherzosi, come in "Greta", un amore giovanissimo preso un po' così dal protagonista".
Lui, che è felicemente sposato ("E solo una volta! Sono l' unico dell' ambiente a Roma… ") e con due bimbi di sei e otto anni già vicini alla musica. "Il più piccolo preferisce il piano. Quello più grande fa gli assoli rock con la chitarra acustica", spiega. Autoprodottosi per questo nuovo disco, Barbarossa è uno che crede nell' avventura e nelle nuove esperienze. "Avevo aperto con due amici un ristorante al Circeo - racconta - con una splendida vista sul mare. Ci abbiamo fatto convegni, presentazioni di libri e concerti. Ma poi tutto era concentrato sui mesi estivi, quando ero anche in tour, e così ho lasciato perdere".
Dichiaratamente di Sinistra da sempre ("Rutelli è stato un buon sindaco di Roma e lo sarà di nuovo") e senza contraddizioni ("Mogol è grande come artista ma quando parla… Lo sa come la penso e litighiamo sempre", dice commentando le dichiarazioni post-elettorali di Giulio Rapetti sugli anni bui, secondo lui, del "cantautorato politico") Luca Barbarossa si definisce però "un canzonettaro, un tifoso della canzone". E conclude: "Il panorama musicale odierno può ringraziare anche trasmissioni come "X Factor" che almeno provano a smuovere la Discografia. Oggi è difficile superare una soglia minima di vendite; se penso che ai miei tempi d' oro se un album vendeva "solo" 180mila copie si apriva un' "unità di cr

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