Mara Maionchi si racconta al CPM Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 17 luglio 2025 alle ore 20:51

MIlano
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Mara Majonchi superstar della televisione? "Già: a 67 anni… Quando anche il chirurgo estetico si arrende. Non che mi importi, ma niente è peggio della televisione per metterti di fronte ai tuoi anni", sottolinea con nonchalance e un certo divertimento la vera protagonista - e l' avevamo predetto - di "X Factor", il talent show che faticosamente (anche se gli ascolti migliorano leggermente ad ogni puntata) RaiDue sta portando a casa. Un marito, Alberto Salerno, autore di fama e la figlia Giulia che lavora con lei (l' altra è Camilla) "e che un po' si vergogna perché il carattere della mamma prima lo conoscevano solo gli addetti ai lavori e adesso anche al supermercato… ", il vezzo della signora Majonchi, che dichiara sempre la propria età è anche quello di chi sa benissimo di dimostrare molti anni in meno. E una preparazione artistica e culturale invidiabile.
"Il vero problema della canzone italiana - sentenzia - è lo scarso talento unito alla carenza assoluta di autori. Ecco, se potessi vorrei fare un programma televisivo dedicato alla scoperta di nuovi autori. E' un lavoro che sto iniziando anche al CPM, il Centro Professione Musica di Franco Mussida, che ospita anche i ragazzi di "X Factor" e che ha già corsi specifici per autori dei testi, delle musiche, ma anche per tecnici di studio di registrazione e di altre figure professionali legate alla musica. Noi pensiamo sempre ai cantanti, alle belle voci eccetera, ma se oggi ci ricordiamo dei Beatles è perché, come autori, scrissero almeno 25 canzoni immortali".
E in Italia, chi merita? "Mi vengono in mente quelli storici, come Battisti e Mogol, Pallavicini e Conte, Oscar Avogadro, Luigi Albertelli, Oscar Prudente e lo stesso Ivano Fossati. E se permetti ha un posto di rilievo anche mio marito Alberto Salerno che ha scritto i testi di "Io vagabondo" dei Nomadi o "Terra promessa" di Ramazzotti, tra i tanti". Alberto Salerno, marito di Mara da 32 anni, è figlio di quel Nicola Salerno "Nisa" che scrisse il testo di "Non ho l' età" di Gigliola Cinquetti e prima ancora fu collaboratore di Carosone. Come talente scout, ai Due si devono i successi di Gianna Nannini, Mango e Ferro.
"Tiziano - ricorda Mara - lo tirammo fuori da "Sanremolab" del 1998. Era cicciottello e non del tutto convincente, ma si capiva che aveva qualcosa in più. Dopo tre anni di duro lavoro arrivammo al "Xdono" e alle sei canzoni che fecero da base a "Rosso relativo". Noi mettiamo l' artista davanti a uno specchio in cui deve leggere quello che c'è nella sua anima, perché il nostro è anche un lavoro culturale. Tocca a lui poi riconoscere le proprie potenzialità ed esprimerle".
Come ha cominciato? "A metà degli anni Sessanta io lavoravo come impiegata in una ditta che non c'entrava nulla con la musica. Lessi un' inserzione sul Corriere, e mi presentai all' Ariston di Alberto Rossi, dove cominciai dalla promozione per poi passare all' "artistico". Lì è cominciato tutto. Dopo l' Ariston sono passata alla Numero Uno, che era non solo l' etichetta di Battisti e Mogol, ma anche della Formula Tre e della Pfm. Effettivamente alla Ricordi fui la prima a ricoprire un ruolo così importante".
"Poi alla Fonit-Cetra ebbi la fortuna di imbattermi nel talento di Mango. Io credo che i due talenti assoluti della musica italiana siano Mina e Battisti, che era anche un bravissimo musicista e autore. Il resto è un mix di qualità innate e duro lavoro. Zucchero, per esempio, poteva forse avere meno talento di un Battisti, ma ha lavorato tanto e alla fine ha trovato la sua strada, il blues, in maniera originale". Arrivata a "X Factor" grazie all' intuito di un discografico della Sony, Andrea Papalia, Mara afferma di dare " giudizi sempre sinceri. Luna, per esempio, è stata eliminata dalla gara ma adesso sta già lavorando con me". E cita poi i "Caminada", trio rock un po' alla Radiohead di cui ha prodotto il primo cd.
Intoccabile il "format" originale del programma, forse troppo restrittivo per la verve italica, Mara non si sbilancia sui risultati: "Da "American Idol" che è dello stesso autore e anche dai vari "X Factor" nazionali, è sempre uscito un buon artista a livello locale, con l' eccezione in positivo di Leona Lewis che è un fenomeno mondiale. Io ho già detto ai nostri ragazzi che non basta vincere, e nemmeno fare un disco, e nemmeno fare un successo. Bisogna riparlarne dopo dieci anni per dire: "Ecco, adesso sei un vero artista!". Voglio dire che la musica non è in crisi. E' sempre attorno a noi. Ci sono i nuovi sistemi di diffusione, come Internet, e la pirateria, ma alla fine se si lavora bene i conti tornano. I grandi gruppi multinazionali faticano a cambiare direzione. Oggi vanno bene le piccole Etichette, come la mia o come la bravissima Caterina Caselli con la Sugar, proprio perché siamo ancora attenti al lato umano e alla qualità del prodotto che vogliamo realizzare, senza fretta".
Bruno Marzi

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