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“I Black Sabbath sono rinati perché da troppi anni ce lo chiedevano tutti, a partire dai tantissimi fan di tutto il mondo. Poi si sono messi d' accordo i manager e i discografici. Tutto qui!”, spiega seraficamente Ozzy Osbourne, a Milano per presentare il definitivo album antologico (con tanto di inediti e rarità) "The OZZman comet". La band, guidata da Ozzy e dal chitarrista mancino Tommy Iommi, si esibirà nella nativa Birmingham il 4 e 5 dicembre prossimi. “Abbiamo fatto 22 concerti negli Stati Uniti - spiega - e poi avevamo pianificato cinque show europei, ai quali se ne sono aggiunti altri, Italia compresa. Alla fine veniva fuori un tour da trenta date! Così ho detto a mia moglie, che è anche il mio manager, di fermare tutto, per organizzare meglio le cose”.
“Rischio di ripetere una vecchia rappresentazione che non scandalizza più? Non credo - spiega Ozzy - perché ogni volta che salgo in scena mi trasformo... Sono un po' come il clown, che quando finisce lo spettacolo si toglie il trucco e il naso rosso, sennò lo prenderebbero per pazzo!”. Delle vecchie accuse di satanismo il musicista sorride: ”Già all' epoca la stampa esagerava. Io vivo in California, e da quelle parti ne parlano ancora gli evangelisti, tanto per dire qualcosa... Fanno più paura gli avvocati, che mi citano ancora con l' accusa di spingere i giovani alla violenza... Ma non ci crede più nessuno e non ho paura di avere la polizia davanti all' uscio di casa!”.
Osbourne, come molti altri "front men" della sua epoca anch' egli attorno ai cinquant' anni, è in eccellente forma, con i lunghi e lisci capelli sulle spalle “Saranno state le droghe... ”. commenta scherzoso. Porta addosso quintali di anelli, crocifissi e bracciali dorati, con l' aria sonnacchiosa che nasconde una grande presenza e controllo. “Rimpianti sul passato? Solo quello di essermi perso momenti belli, per il fatto che, pieno di alcool, non capivo assolutamente niente”, commenta. E dei pazzi momenti della trasgressione ha una visione molto caustica: “Quando scrivevamo le prime canzoni, non pensavamo di diventare un "classico" del rock. I Prodigy? Interessanti. vedremo cosa resterà di loro fra vent' anni... ”. Dagli esordi con "Paranoid" e "War Pigs" di anni ne sono passati circa 27, e Ozzy sta ancora perfettamente in sella.
“Non c' è un segreto - commenta - se non quello che, di fronte alla confusione delle nuove band, la gente riconosca la buona musica e gli artisti che la fanno. Ecco perch} sono ancora sulla breccia Stones, Led Zeppelin, e anche noi siamo tornati!”. Poi glissa sulle reali discrepanze che fecero sciogliere la band, e sui cantanti che, negli anni Ottanta e Novanta, lo sostituirono nel "line up" riformato: “Avevo troppo da fare con la mia carriera solista per avere presente cosa facevano i miei vecchi compagni. Comunque, non ho abbandonato l' idea di fare un disco "solo" con la mia band. Tutto dipenderà dai progetti come Black Sabbath, con i quali dovrei incidere un nuovo album”.
Bruno Marzi
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