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Succede che i Neri per Caso, originale band "a capella" composta da sei ragazzi di Salerno amici e parenti tra loro, tornino con un album singolarmente straordinario e brillante intitolato "Angoli diversi"; e succede pure che pensino già a un secondo volume. Anzi, lo stiano già realizzando. Il "mistero" è presto svelato. "Angoli diversi" è infatti un album di duetti con grandi artisti italiani (il primo singolo è "What a Fool belivers" con Mario Biondi) che si sono prestati volentieri ad abbandonare arrangiamenti classici e strumenti vari per fare da "backing vocal" a chi con la voce sa fare di tutto. A sfogliare l' elenco degli ospiti però si capisce che si tratta solo ed esclusivamente di voci maschili.
"E così - spiegano i Neri per Caso - abbiamo già in cantiere un album di duetti tutto al femminile, che per noi è anche un cambiamento di tonalità e di approccio con i brani". Ciro, Diego, Gonzalo, Mimì, Mario e Massimo sono sempre bravissimi e originali. I duetti, poi, hanno tutti un preciso senso artistico. Ecco un "nevrotico" scambio di umori con Alex Britti, senza chitarra ovviamente, per "7000 caffè", una gara di bravura con Mango in "Bella d' estate", un omaggio con Gino Paoli a "Senza fine" canzone perfetta.
Mario Biondi è il valore aggiunto al famoso brano di Michael McDonald. Molto "groove", di e con Neffa, è "Prima di andare via"; epica e divertente "Via" con Claudio Baglioni una tantum coreuta e non protagonista. Dieci voci in totale per "Piccola Katy" dei Pooh; grammi di sperimentazioni con Samuele Bersani per "Il pescatore di asterischi"; divertissement puro con Lucio Dalla e "Balla balla ballerino"; ovviamente dinamica la versione di "Ci vuole un fisico bestiale" di Luca Carboni, per finire con il Raf meno conosciuto di "Un grande salto".
"La cosa bella e gratificante - spiegano i Neri per Caso - è stata l' entusiasta e spontanea adesione di tutti gli artisti interpellati, senza discorsi economici, Case discografiche o manager a fare da filtro. Si sono proposti senza battere ciglio. E' consolante anche per il futuro della musica leggera italiana. Il concetto del duetto come crescita artistica noi lo portiamo avanti da anni. L' armonia musicale non si crea senza quella personale". L' idea base del progetto è che cambiando il punto di vista artistico muta anche il senso più profondo delle canzoni proposte. "Non sono quindi cover o solo duetti - spiegano - ma una nuova e diversa visione; una sorpresa anche per gli stessi autori e interpreti originali".
Dopo gli esordi fulminanti di oltre dieci anni fa con "Donne" (la cover di Zucchero superò le 700mila copie) e la partecipazione al Festival di Sanremo con "Le ragazze" (ricordiamo che giovedì 28 saranno in duetto con Mietta) i Neri per Caso hanno cominciato a guardarsi attorno, ed è andata benissimo. "In Italia i concerti sono sempre stati un successo - concludono - ma discograficamente c' è stato un momento interlocutorio. E così abbiamo scoperto i mercati del Sudamerica e dell' Asia, dove siamo diventati popolarissimi, al punto che sono nate numerose cover band "a capella" sul nostro modello. L' Italia però è un' altra cosa, e così abbiamo seguito volentieri il consiglio di Tullio Mattone che è il figlio del nostro primo produttore Claudio Mattone. I risultati artistici e di vendita sono stati immediati e molto confortanti".
Bruno Marzi
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