The Priest e Fratello Metallo intervista Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 27 luglio 2025 alle ore 18:41

Milano
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La tradizione "pop" della musica eseguita da religiosi continua. Se fu un fenomeno quello di Suor Sorriso nel '63 con "Dominique" (prima nelle classifiche Usa) successivamente hanno avuto successo i canti gregoriani dei monaci, così come le svolte rock recenti proprio a Milano con Fratello Metallo. La Chiesa, insomma, guarda al Mondo con occhi più indulgenti, forse. The Priest, ieri a Milano per presentare il loro primo, omonimo cd in uscita il 16 novembre, sono un trio vocale tenorile di ispirazione religiosa composto da tre sacerdoti cattolici di Belfast, Irlanda, nati con la passione della musica, coltivata poi in seminario e portata avanti come "missione per conto di Dio" durante la loro esegesi pastorale.
Sono molto bravi, al punto che la Sony-Bmg ha loro offerto un contratto da un milione di sterline "utilizzate in gran parte per registrare l' album e pagare tutte le persone che ci hanno lavorato, oltre alla promozione televisiva e radiofonica". L' altro ieri proprio Frate Cesare "Fratello Metallo" li ha incontrati in uno studio di registrazione meneghino. Entrambi i "fenomeni" sono stati recenti protagonisti di un corposo articolo su "Time Magazine".
L' album "The Priest", che abbiamo ascoltato in anteprima, contiene brani arcinoti come l' "Ave Maria" e il "Panis Angelicus" molto caro sia a Pavarotti sia a Bocelli. Esce in tutto il Mondo ed è plausibile che sarà una delle "strenne" natalizie di maggior successo. E' stato realizzato benissimo con l' orchestra sinfonica e il coro della Cappella Pontificia Giulia registrato, così come tutte le voci, proprio all' interno della basilica di San Pietro. "Il Papa ci conosce? Non sappiamo - rispondono - perché ha cose molto più importanti a cui pensare, ma di certo per Natale regaleremo il nostro cd al Santo Padre"
"Non siamo i Tre Tenori versione sacerdoti - spiega padre Eugene in un buon italiano - sia perché ogni paragone con Pavarotti, Carreras e Domingo è fuori luogo sia perché in realtà siamo due tenori, io e David, mentre mio fratello Martino (lo dice in italiano Ndr) è un baritono. E poi per prima cosa siamo preti veri, con impegni quotidiani nelle nostre parrocchie attorno a Belfast, a cui per me si aggiunge quello in tribunale. Il nostro vescovo Emerito, che ci conosce dai tempi del seminario, approva la nostra opera ma compatibilmente con l' attività sacerdotale. Quando siamo in giro, infatti, altri "colleghi" devono svolgere le nostre funzioni. E' chiaro quindi che se le cosa andranno bene faremo dei concerti, ma in numero limitato".
Eleganti in clergyman, i Tre offrono anche un saggio "a cappella" della loro bravura. "Siamo abituati a cantare in luoghi sacri per un pubblico adulto e attento - prosegue padre Eugene - anche se i giovani si incuriosiscono per quei tre preti canterini! Abbiamo un repertorio di circa settanta brani, e i quattordici scelti per il disco sono quelli più consoni alla nostra personalità artistica e religiosa, con canti tradizionali della religiosità irlandese, ma anche di opera e operetta, e canzoni italiane come "Santa Lucia" e "Volare"".
L' album è prodotto da Mike Hedges (U2 e Manic Street Preachers) in maniera sobria ma musicalmente spettacolare. Spiega padre Martin: "Anche se i nostri mondi musicali sono apparentemente agli antipodi, abbiamo trovato una grande identità di ispirazione, oltre alla sua capacità di coagulare il nostro lavoro in maniera efficace". Padre David: "La musica è un aspetto fondamentale della rinascita dell' Irlanda dopo tempi bui e tristissimi (la guerra civile e religiosa nel Nord. Ndr) perché è un collante umano e culturale, grazie anche alla grande tradizione del nostro folk, a cui abbiamo attinto anche per alcune scelte del cd. Cosa faremo dei soldi guadagnati? Ovviamente li useremo per fare del bene, pensando ai nostri colleghi sacerdoti più bisognosi e anziani, e poi guardando al Mondo che soffre".
Bruno Marzi

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