
Premessa. Questo è uno spot di carattere sportivo. Se qualcuno incomincia con polemichette da oratorio tipo "le tasse a Montecarlo" e "non è italiano", vedrà immediatamente sparire nel bidet i commenti.
Dietro alla sfida appena conclusa tra Sinner e Zverev c'è una lezione di vita, epicità e tradizione. Ho visto il miglior incontro sul cemento da anni. Non amo tantissimo scambi da fondocampo infiniti, ma questi si tirano tali bordate a un millimetro dalla riga che la cosa diventa a suo modo affascinante. Nell'immediatezza ho già letto che qualcuno ha detto che il tedesco ("Non è tedesco... ") abbia mollato nel terzo set. Non è vero. Ci ha provato sino alla fine. Ha giocato benissimo, e Sinner un po' meglio. Tutto qui. I fanatici delle statistiche mi verranno a conforto.
Sembra proprio che il futuro sia loro. Vedo male i vari "canottati", anche Alcaraz non è a questi livelli. Sulla terra rossa e sull'erba sarà un altro sport, ma il futuro prossimo è comunque dei Due contendenti di oggi. Il tennis è uno sport per schizzati che quando smettono, a parte rare eccezioni, diventano filosofi. Basti vedere i baffoni sorridenti di John Newcombe alla premiazione. Già: un australiano che ha anche passaporto italiano.
Altra cosa che mi ha fatto enorme piacere, dopo l'abbraccio di rito tra i Due e il dramma umano dello sconfitto (tanto i soldi per patatine e una Coca li ha fatti lo stesso) è stato vederli riabbracciarsi e confabulare (con Sinner che probabilmente ha fatto battute in tedesco, perché l'altro rideva...) mentre autorità e sponsor parlavano al pubblico. Ripeto: il miglior incontro sul veloce da anni. Se ne facciano, sportivamente, una ragione gli altri.
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