Gli ascoltri blindati dei brani non servono a nulla... FB 2025

Pubblicato il 28 luglio 2025 alle ore 00:41

... Ma fanno figo, e hanno il vantaggio di far sembrare, nella confusione generale, decenti anche vere ciofeche, e viceversa. Tenendo presente poi che vengono fatti ascoltare i brani nella versione discografica, ovviamente, e non con l'orchestra. Ma tant'è. Di questi ascolti ne ho fatti tanti, a Milano (idem alla Rai di Roma) e per onor di firma - quando toccava a me e non a Gio' - dovevo fare un commento di cinque righe per ciascun pezzo, ed era surreale.

Questo post arriva perché ho già letto di tutto online, anche senza volerlo. Trattasi di martellamento massmediatico. Come sapete, i brani non possono essere eseguiti in pubblico, ma solo fatti ascoltare agli "addetti", appunto. Funziona così da una ventina d'anni. Prima era diverso e più divertente. Facevi il "giro" delle Case discografiche maggiori con veri appuntamenti. Da solo o con un paio di colleghi. Sentivi i brani più volte, e spesso capitava che ci fosse anche il cantante in loco. Era un po' più complicato con le piccole etichette, ma i brani erano pochi.

Preciso: erano altri tempi, i dischi si vendevano e gli artisti non vivevano, come oggi, solo di concerti. Anche per l'ascolto blindato e di massa, poi, si è rasentato il ridicolo. Appunti solo su carta, banditi telefonini e portatili (sui quali poi si doveva riscrivere). Noti colleghi, negli anni passati, registravano tutto di nascosto. Andava bene così. A me successe che la mia amica capo ufficio stampa Gianna Morello mi desse mesi prima del Festival un 45 giri di Nicoletta Bauce intitolato "Grande Mago". Voleva un parere perché l'artista era interessante. Ed era vero. Poi la Polygram decise di mandarla a Sanremo tra i giovani. Gli ascoltatori di Radio City Vercelli, però, conoscevano il brano a memoria.

Non fregò a nessuno. D'altronde, la faccenda dei brani inediti al pubblico andava bene in tempi meno usi agli attuali supporti massmediatici di ogni tipo. Basterebbe creare una semplice moratoria. Anche perché la novità - vista l'infima qualità generale - interessa meno, e al mattino dopo il Festival non ci sono più garzoni del panettiere che canticchiano. Il pane si prende in boutique, e senza l'autotune.

Nella foto: Il Casinò sotto la neve...

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