"Sono nato spiegato"... FB 2021

Pubblicato il 28 luglio 2025 alle ore 00:38

Ho letto un'intervista all'amico e collega Mario Luzzatto Fegiz, a proposito di "Sanremo sì, Sanremo no, Sanremo boh... ". Molto buona di per sè. Ad un certo punto gli chiedono se avesse un ricordo particolare di un anno particolare. La risposta ci accumuna: 1979 e Franco Fanigliulo. Ligure di La Spezia, Fanigliulo morì nel 1989, poco dopo aver contribuito fortemente all'album "Blue's" di Zucchero, di cui era diventato molto amico. Di lui però ricordiamo "A me mi piace vivere alla grande" (firmato con Pace e Avogadro, gli Squallor insomma... ) al Festival e il secondo album "Io e me" che seguì. A scoprirlo fu Franco Ceccarelli dell'Equipe 84 che a sua volta lo presentò a Caterina Caselli che, ricordo perfettamente, aveva appena aperto l'etichetta Ascolto all'interno della Cgd del marito Piero Sugar, e con artisti come Pierangelo Bertoli e appunto Fanigliulo, del quale produsse il primo album "Mi ero scordato di me". Famoso il cameo di Franco nel primo film di Benigni "Berlinguer ti voglio bene". Si ritirò più volte dall'attività musicale, arrivando a comperare una fattoria, in cui morì per un ictus a 44 anni, proprio mentre la Numero Uno gli aveva offerto un contratto e prodotto un "Q-Disc". Quando arrivò al Festival del '79, proprio per l'amicizia con Caterina, sapevo già un po' tutto. Ci furono atti censori della Rai, come ricorda Fegiz nella sua intervista, ma di certo la sua interpretazione fece scalpore e arrivò addirittura sesto. Quell'anno vinse Vergnaghi con "Amare". Io ricordo una carinissima intervista (non ricordo se per Radio City Vercelli o per il Guerin Sportivo, o per entrambi... ) e una reciproca simpatia. Bei tempi.

Un paio di mie foto da quel Festival.

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