Pettenati, il pifferaio magico degli anni Sessanta FB 2025

Pubblicato il 28 luglio 2025 alle ore 10:35

La morte ieri di Gianni Pettenati (per qualche minuto ho sperato che fosse un'omonimia) ha suscitato i soliti commenti standard, enfatici e superficiali. Non tutti, per carità, ma gran parte. Io lo conobbi da giovanissimo, quando lui abitava a Vercelli. Dall'inizio. Nato a Piacenza, vissuto a Vercelli e mancato dopo una lunga malattia ad Albenga a 79 anni. Dopo la grande notorietà e le partecipazioni a Sanremo, scelse altre strade, come il giornalismo e la narrazione. Nel 2011 fu tentato dalla Lega come consigliere comunale appunto ad Albenga; dal 2019 ha usufruito della Legge Bacchelli.

Va detta subito una cosa su "Bandiera Gialla". Era la cover di un brano Usa del 1965: "The Pied Piper" dei Changin' Times. Prima di Pettenati, in Italia, ci fu una versione in inglese di Patty Pravo, evidentemente legata al nascente ominomo locale romano. Poi l'autore Nicola Salerno"Nisa" (il papà del Bandolero) assieme ad Alberto Testa ebbe la brillante idea di stravolgere il testo originale che riprendeva la favola "noir" dei Fratelli Grimm facendolo diventare l'inno generazionale italiano che conosciamo, legato poi all'omonima trasmissione radiofonica di Renzo Arbore (lunga via e prosperità!). Bacchettata dura a Il Fatto Quotidiano che ha definito Pettenati "autore e cantante del brano".

Piccola storiella finale. Sapete, sono un vercellese trapiantato in Lombardia. Chi ha la mia età, o più anni, si ricorda certamente di quella che per molti effetti era la prima "comune" musicale nella Città del Riso. Via Massaua è la strada che costeggia lo stadio Robbiano (si chiamava così nel '66) della Pro Vercelli. Proseguendo verso viale della Rimembranza, sulla sinistra e dopo la villa del grande maestro di scherma Visconti, c'era un'officina di autoriparazioni con il suo bel portone. Sopra spiccava un balcone piuttosto ampio, pieno di gente coi capelli lunghi e a volte di qualche bella ragazza (anche meno bella... ). Era la casa di Gianni Pettenati e degli Juniors, la band capitanata dai fratelli Bellini, novaresi. Gli Juniors era "il complesso" che contendeva un passo indietro il successo agli Sleepings (molto meno pop e forse più professionali) che capitanavano la realtà di una vivace città musicale. Insomma, i ragazzi sul balcone erano salutati e invidiati da noi ragazzini, e ovviamente contestati dai "benpensanti". Bellissimo. Ecco chi era Pettenati.

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