
Joe Cocker fece una strepitosa versione di "You Can Leave Your Hat On" (brano di Randy Newman del 1972 poi ripreso anche da Etta James) per il film "Nove Settimane e Mezzo". Molti ragazzini pruriginosi dovrebbero vederlo per farsi un'idea meno losca del sesso. Questa "creativa" introduzione ci porta però da tutt'altra parte. In Iran, in Florida ma arrivando a Milano.
Cecilia Sala è stata liberata e viaggia verso l'Italia. Quei peperini di "L'aria che tira", su La 7, l'hanno detto per primi. Evviva, ma i dubbi sulla liberazione erano veramente pochi per una serie di ragioni comprensibili, e altre più oscure. Il "cappello sulla notizia" l'ha messo immediatamente la Destra, che esulta con fremito addirittura frebbrile (magari) inneggiando alla Duciona e alla sua trasferta da Trump.
Le ragioni ovviamente sono altre, e la liberazione della collega Cecilia (di quella generazione giornalistica che ci piace. Però, stai più attenta!) è un gioioso "danno collaterale" (magari se leggiamo come se fosse il verbo "dare" suona meglio). Decisiva la chiacchierata con l'omone grullo? Forse. Questa cambiale di credibilità politica all'Italia, come molti hanno sottolineato, potrebbe essere un'arma a doppio taglio. Credibilità teorica per sudditanza pratica. Staremo a vedere chi dà e chi prende...
La cosa che mi piace sottolineare è invece la ben nota abilità della diplomazia e dell'intelligence italiana in Medio Oriente, campo che conosciamo benissimo. Ricordiamoci anche della morte di Nicola Calipari, il funzionario dei Servizi Segreti ucciso a Baghdad quasi vent' anni fa (4 marzo 2005) da pistoleri americani al posto di blocco, mentre portava a casa Giuliana Sgrena. Capitava però che i nostri agenti recuperassero spendendo parecchi soldini due "sciammannate" (cit. Di Cioccio) del buonismo trullallero in giro per quei posti pericolosissimi come se fossero in vacanza. Non le cito per un fastidioso, in questo caso, diritto all'obìo.
Già: sempre do ut des. Come accade da anni a Milano, dove il sindaco Sala spadroneggia a colpi di cessioni di beni pubblci, centri commerciali, alberghi a sei stelle e stadi per miliardari. E' ancora uno dei tanti rimasugli infetti di una Sinistra democrista voluta da Renzi (ma già presenta addirittura nell'ultimo PCI). Una tragicommedia lungi dall'esaurirsi, carissima Elly. Immagino che, a Sala scambiati, il meneghino primattore avrebbe trovato da meditare nelle prigioni iraniane. Ben calmierato al ritorno.
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