
Sapete tutti come la penso su molte cose, e su altre potete immaginarlo. Parto da Molière e la sua storia in versi "Les Précieuses ridicules" (1659: giusto ieri) che , nel fluire dei secoli, si è aggettivizzata per ambo i sessi. Come diceva mia nonna in piemontese (lei che aveva origini zingare) per certe cose "i'm venu ai gumìt... ". Tradotto italianicamente in toscano: "Mi viene da vomitare". Per cosa? (ve lo state chiedendo? No? E' uguaglio... ) Bizeff... L'ultima - poco preziosa e molto ridicola - è la querelle tra Cecchetto e LInus sulle scelte d'antàn per Radio Deejay. Roba di soldi e orgoglio di quasi quarant'anni fa. Propendo per Cecchetto, ma solo per simpatia. Dovete sapere che Deejay nasce da una radio precedente, Radio Music di Bollate, alla quale anch'io ho partecipato in maniera inusuale. Era una radio di qualità, in cui lavorava il compianto Leopardo. La radio era di proprietà di Enrico Rovelli, che, lanciato in nuove avventure manageriali, vendette frequenze e ripetitori a chi conosciamo, e poi girata al gruppo L'Espresso. Vale la pena di farsi le pippe su queste cose quando nel mondo ci sono galassie di orrore come a Gaza e in Ucraina? Ovviamente no, ma una stampa sempre più mediocre ci lavora come se fossero i Premi Nobel...
Questo è l'antefatto provocatorio, che mi ha stimolato una serie di brevi considerazioni, suggellate da numerose e assolutamente istintive prove di stima sia come giornalista sia come fotografo. Ecco, adesso lo dico: sono bravo, molto bravo nelle cose che faccio, perché le ho sempre fatte con rispetto e perfezionismo, nelle tantissime riviste e giornali con le quali ho lavorato: più di una ventina, sia popolari sia d'èlite. Però non sono mai stato, per mia scelta, à la page. Non ho mai fumato, bevo pochissimo, sempre stato a Sinistra, meno che nella guida. Niente droghe. Drogato di musica e sport. Mai avuto una famiglia dietro che mi foraggiasse, trattato in maniera ingiusta e scorretta dal Fisco - io semplice ditta individuale artigiana - come se fossi una Multinazionale. Insomma, tutto quello che ho fatto, ed è veramente parecchio, è stato solo frutto del mio sudore e di indubbio talento.
Così, dopo un anno horribilis in cui hanno cercato di tarparmi le ali in molti sensi, mi butto in questo 2024 , che ad aprile mi porterà alla tappa dei settant'anni, con uno spirito leggero e costruttivo; e una salute che per fortuna sto sempre più ritrovando. A cosa serve questo cahier des dolèances? In realta non vuole esserlo. Mi tolgo un'intera spiaggia sassosa dalla scarpa. Brevemente. In diverse circostanze, dal 1975 in poi, ho conosciuto solo due categorie di persone nell'ambiente musicale: quelle perbene (purtroppo molte sono mancate) e gli stronzi. I quali - lo sapete - sono anche presuntuosi e si tengono strette le loro tristi mediocrità. Non faccio esempi ad personam, ma in diverse circostanze l'invidia e il timore verso un "avversario" di talento ha fatto la differenza.
Magari in futuro vi farò esempi concreti, ma adesso mi fermo qui. Vi ringrazio, di nuovo, per le belle parole di stima, e farò sì che vengano meritate anche nei prossimi mesi. A parte la produzione di nuove mostre fotografiche a cui sto lavorando, sappiate che il nuovo sito "runomarzi.eu" sarà online presumibilmente da febbraio e sarà bellissimo. E ancora, grazie.
Una mia foto che c'entra poco o nulla e che spareggia. Compay Segundo. Hasta la victoria! A volte...
Aggiungi commento
Commenti