
Silvia Salis ha dato la martellata più potente della sua vita alla Destra bieca e corrotta. Un botto che si è sentito fino a Roma e oltre con l'attrezzo di quattro chili probabilmente atterrato nello stretto di Messina. E' il nuovo sindaco di Genova, è la luce degli occhi della Schlein, che finalmente ha un valido supporto nel PD, e la moglie del regista Fausto Brizzi, è mamma, ed è stata una grande atleta, rea solo di aver fallito alle Olimpiadi, dove una medaglia era alla sua portata. Figlia di un militante PCI, se la potesse vedere Berlinguer farebbe salti di gioia.
Il segnale della Salis a Genova indica solo una direzione: avanti con brio. Silvia ha riportato gli elettori ai seggi, è stata eletta perché brava e seria, colta, intelligente. Il profilo della Santadeché e di tutto l'ocaio nero, insomma... Adesso viene il bello, perché questa brillantezza deve essere riportata a livello nazionale, e la Schlein ha finalmente potuto dimostrare la bontà del lavoro di "disboscamento" non ancora terminato ma a buon punto. E tra le fratelle d'Italia serpeggia appunto il terrore. Essere brava, intelligente e bella è un po' troppo.
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