Giorgia intervista e tour Stop 2001

Pubblicato il 5 agosto 2025 alle ore 11:49

St. Vincent, novembre.
Una piccola donna dalla grande voce dà il suo contributo alla pace. Giorgia, da due anni Ambasciatrice dell' Unicef, decide di mettere la sua grande popolarità al servizio delle donne di tutto il Mondo, con il chiaro messaggio che proprio da loro, dalle madri dei militari al fronte, dalle donne sfruttate, umiliate e offese, di ogni razza e religione, debba partire la parola "fine" alla follia della guerra. Lo fa a modo suo, ovviamente, parlando ogni sera dal palcoscenico (il 17 a Bari, il 19 a Roma, il 20 a Napoli, il 21 a perugia, il 26 a Trento e il 27 a Venezia) e con un video, "Save the World", in cui non esita a "mettersi in croce".
"Si tratta di una provocazione molto rispettosa del sentimento religioso - tiene a precisare la trentenne ragazza romana - e in croce ho voluto mettere tre simboli: la donna sfruttata sessualmente, il mito del denaro e il fanatismo religioso. Appaio nuda, anche se coperta da abbondanti capelli falsi, vestita da Wonder Woman con la bandiera americana e con il "burka" delle donne afgane. Sono attimi all' interno di un video di cui sono protagoniste le donne di tutto il Mondo e di ogni razza".
Come è nata l' idea?
"Premetto che con i registi Francesco Cabras e Alberto Molinari ho pensato al progetto prima dei tragici fatti dell' 11 settembre, che però poi hanno condizionato la realizzazione. Nasce tutto da un sogno in cui, appunto, sognavo di essere crocifissa. La Croce è un simbolo di sofferenza e passione. Anche nel video mi addormento e sogno, e nel sogno mi metto in contatto con tutte le donne del Mondo. E' quasi incredibile poi la coincidenza del testo della canzone sia con il video sia con i fatti di guerra".
Cosa pensa di quello che sta succedendo?
"La guerra mi fa schifo. Abbiamo bisogno di comunicare, e le donne in questo senso sono in prima linea. Come Ambasciatrice dell' Unicef ho imparato molto in questi due anni, capendo quanto siano piccole e insignificanti le nostre quotidiane faccende. Per fortuna c'è la musica… ".
In che senso?
"Aiuta tutti ad andare avanti, unisce e commuove. Lo vedo ogni sera ai miei concerti. Con il pubblico ho un bel dialogo. Sono fortunata perché faccio il più bel mestiere del Mondo. Negli ultimi tempi, poi, sono cresciuta molto".
C' entra solo la musica o anche l' amore?
"Beh, da quel punto di vista sono tranquillamente sola. Forse mi fa pure bene… Vedo molti amici, e i musicisti straordinari che mi accompagnano sono diventati la mia seconda famiglia".
Molto riservata nella vita privata Giorgia Todrani (questo è il suo vero nome e cognome. Il padre Giulio è il cantante dei "Io vorrei la pelle nera", che in molti ricordano a "Domenica In" anni fa) è stata per anni fidanzata con Alex Baroni, altro cantante romano approdato anche a Sanremo, ma con successo inferiore a quello di Giorgia, vincitrice nel '95 con "Come saprei" e sempre piazzatissima.
"Confesso che all' inizio della mia carriera so di essere stata anche un po' scostante e presuntuosa… Non ero preparata al successo, a 22 anni! Bisogna capire: la sera prima mi esibivo in un piccolo locale romano per 80mila lire, portandomi il microfono… La sera dopo cantavo "E poi" all' Ariston e diventavo famosa. Nessuno mi aveva insegnato come fare".
E adesso?
"Adesso ho capito che vita privata e artistica devono raggiungere un equilibrio. Mi sento molto femminile e ho voglia di vivere nuove avventure. Non a caso quasi tutte le mie canzoni parlano d' amore. Come cantante, poi, ho capito che più che cercare la perfezione, che non significa nulla ed è impossibile da raggiungere, dovevo trovare il sentimento, il coinvolgimento personale. Tutti mi dicono che ho fatto una grande trasformazione… in meglio! ".
E Sanremo?
"No, grazie. Già l' anno scorso, portando un album difficile come "Senza ali", rischiavo di non essere capita, ma è andata molto bene, e "Di sole e di azzurro" è arrivata seconda dietro a Elisa, che è stata bravissima. Adesso devo pensare ai miei impegni come donna e al tour che mi porterà anche in tutta Europa. Faccio un grande "in bocca al lupo" a Pippo Baudo, e sono molto contenta per lui".
E' vero che Tinto Brass la vorrebbe per un film?
"Chi, Io? Ma va'…". E ci saluta sfoderando il suo particolare e disarmante sorriso.
Bruno Marzi

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