Zucchero prepara San Siro intervista Vero 2008

Pubblicato il 5 agosto 2025 alle ore 13:59

L’ ospite più importante che, in qualche modo, salirà sul grande palco di Zucchero, allo stadio “Meazza” di San Siro il prossimo 14 giugno, si chiama Luciano Pavarotti. Il grande tenore modenese, scomparso il 6 settembre 2007 a 71 anni sconfitto dal cancro dopo una lunga battaglia, duetterà con il suo grande amico ancora una volta in “Miserere”. Sarà ovviamente un duetto virtuale, reso possibile dalla bontà delle nuove tecnologie di sincronizzazione per suoni e immagini. La voce live di Zucchero con l’ immagine e la grande voce di Big Luciano che riempirà quello che per una serà diventerà “il più grande teatro del Mondo”. E' la ciliegina sulla torta per il rocker di Roncocesi che, dopo ben 111 concerti in tutto il mondo, da quello iniziale all' Olympia di Parigi il 3 maggio 2007, sta per ripartire "a gentile richiesta" dalla Svizzera il 29 marzo, con altre 33 date europee e successiva ripresa del tour mondiale.

“Luciano è sempre con me, ogni giorno. Ci penso sempre. Mi ha insegnato quanto sia bella la musica, tutta, e quale grande privilegio sia fare questo mestiere. Se Nicoletta Mantovani lo permetterà l' avrò anche sul palco per un duetto”, spiega Adelmo Fornaciari.

Un concerto veramente unico insomma. Ci sarà un enorme palco creato apposta, le seggioline rosse disposte sul prato < … a scendere, come in un vero teatro, perché tutti vedano bene> grandi schermi televisivi e il mitico terzo anello (quello con i maggiori problemi di acustica) chiuso. Per evitare le solite polemiche sul rumore verranno anche disposti speciali teli fonoassorbenti che impediranno al suono di creare disturbo nei palazzi circostanti. E’ sempre accesa la guerra di querele che il Comitato degli abitanti, una ristretta minoranza in verità, porta avanti da molti anni, stranamente sempre contro i pochi concerti rock estivi (Negramaro 31 maggio, Vasco Rossi 6 e 7 giugno, Zucchero 14 giugno, Springsteen 25 giugno, Ligabue 4 e 5 luglio) che si svolgono dentro lo stadio e non nei confronti delle sessnata partite di calcio domenicali o, nella stagione di Coppe, infrasettimanali.

“Non sono i decibel a dare fastidio alle orecchie ma la scelta di privilegiare certe frequenze. Il mio è un suono pastoso e avvolgenete e ho un fonico molto bravo. E dire che i calciatori, a partire da Baggio, che si allenava con le mie canzoni – sottolinea Zucchero – sono tutti miei fan”. Comunque sia, il “Teatro Meazza” avrà soluzioni acustiche eccezionali e una capienza prevista di 32mila, o forse più, spettatori. Lo spettacolo avrà anche un fine benefico. Una quota fissa andrà all' Associazione No profit "Red Cup" che si occupa degli “ultimi” del Mondo a partire dai bambini.

 “Dopo il successo dei tre recenti concerti all’ Arena di Verona trasformatisi in una vera e propria festa - spiega Ferdinando Salzano di "Friends & Partners", organizzatore italiano di Zucchero - facevamo fatica a pensare qualcosa di più originale. Poi è stato proprio l’ Artista a darci questa idea, per cui lavoriamo dal mese di ottobre del 2007”.

Zucchero, come mai questa voglia, peraltro costosissima, di realizzare un teatro dentro uno stadio?

“Beh, in fondo San Siro è la Scala del calcio… E così ho pensato a qualcosa di diverso per uscire dai luoghi comuni, partendo dal fatto che in uno stadio è vero che si sente male, si fa fatica ad arrivare e a defluire, perdendo ore e ore. Io invece, grazie ai migliori ingenieri del suono, farò in modo che San Siro abbia veramente l' acustica e, per quanto possibile, la comodità di un teatro. Le poltroncine poi saranno solo una maniera di riposarsi tra un salto e l' altro. Il mio è un pubblico che non sta certamente fermo ad ascoltare e basta, ma non è nemmeno esagitato... “.

Farà un po’ da apripista insomma?

“Beh, so che il Comune vorrebbe che un giorno la vera Scala si esibisse a San Siro”.

E’ un esperimento interessante ma sicuramente costoso.

“E’ vero, avrei guadagnato di più con uno show normale ad Amsterdam. Ma credo che la musica meriti qualche piccolo sacrificio. La mia musica in particolare, e le persone che da anni mi sono più vicine nel nostro ambiente. E il pubblico, ovviamente”.

Si spieghi meglio.

“Ho deciso di avere ospiti che siano musicalmente sulla mia lunghezza d' onda. Saranno nomi molto importanti ma non posso ancora annunciarli per via dei soliti problemi burocratici e le liberatorie discografiche”.

Italiani o stranieri? Pensiamo anche a sua figlia Irene.

“Devo dire che gli stranieri mi hanno sempre detto di sì con grande facilità ed entusiasmo; con gli italiani è più complicato. Ci sono sempre mille intoppi. Sicuramente però ci saranno anche ospiti italiani”.

Un po’ come successe alla Royal Albert Hall di Londra dove registrò il dvd live?

“Tra l’ altro torno a Londra per un altro concerto il 18 maggio in quella mitica sala, però da solo. Ho saputo che seicento italiani verranno apposta con viaggi organizzati per vedermi. La prima volta con me c’ era anche Pavarotti, che non stava bene perché operato all’ anca da pochi giorni, ma che non volle mancare, così come Eric Clapton che aveva la febbre alta. Gli dissi che c’ era anche Luciano e che non poteva mancare, e lui arrivò”.

E a Luciano cosa disse?

“Ovviamente che c’era Eric Clapton… “.

Cosa ci sarà di nuovo nello show di San Siro?

“Il repertorio. Rispetto all’ ultimo tour sarà modificato del cinquanta per cento. Farò canzoni mai eseguite o cantate in pubblico pochissimo, e brani di vecchi album che per ragioni casuali, non legate alla loro bellezza, non sono entrati negli spettacoli. Penso a “Ridammi il sole”, “Pene” e “Miss Mary” scritta con Elvis Costello”.

E i musicisti?

“La band sarà la solita. Con loro, che sono anche vecchi amici, mi sono divertito molto in questi anni; e in più avrò tre "fiati"”.

Sappiamo che ci saranno anche delle trovate, per così dire, spettacolari e decisamente originali…

“E' vero: entrerò in scena su una Topolino del '47 verde. L' ho incrociata per caso dalle parti di casa mia, sulla strada che da Cerreto laghi porta a Castelnuovo. Era su un carro attrezzi e stava per essere demolita. Ho detto: "Ferma: questa è mia!". E poi l' ho fatta restaurare”.

Quello al “Meazza” sarà il suo unico show italiano dell’ anno. Che fa, ci trascura?

“Affatto! L’ anno scorso ho suonato in luoghi particolari, ho fatto moltissime date nel palasport. Amo l’ Italia: è il mio Paese. Per fortuna però il mio è un successo mondiale, e così anche se sembra strano faccio fatica ad inserire altre date italiane in questo periodo. Per questo tour per la prima volta andrò in posti mai esplorati come le Canarie, Mauritius e le Isole da la Réunion”.

Ha seguito il Festival di Sanremo?

“Non l' ho visto. Non l’ ho fatto apposta. Ero in viaggio tra l’ Inghilterra e l’ Africa. Per me è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Mi hanno detto che era un po' lungo... Io ho un altro concetto della musica”.

Concerti preferiti?

“Non ne ho visti molti. Ligabue al Forum mi è piaciuto; e poi i Coldplay ma all' estero”.

Rientrerà dal tour per le Elezioni?

“Io non voto da vent' anni! Credo di averlo fatto solo una volta. E comunque non ci penso neanche. Io sono uno che va "a pelle" e non mi ritrovo negli schieramenti”.

E il nuovo "X Factor", il programma di Raidue che cerca nuove star della musica?

“E’ praticamente uguale a “America Idol”, vero? E' la solita solfa dove alla fine vincono le copie delle copie di Withney Houston, come Leona Lewis. Mai uscito un artista originale, che sia uno… Forse è un trampolino di lancio commerciale, ma non so… “.

Lei è sempre molto vicino ai giovani musicisti. Ha una ricetta per valorizzare che merita veramente?

“Per trovare artisti nuovi bisogna andare in Provincia, dove si suona un po’ dappertutto. Occorre la pazienza di passare le serate nei localini dove ogni sera i ragazzi si fanno un c. come un pallone per quattro soldi, e spesso neanche per quelli, e non gli offrono neanche la seconda consumazione. Una volta i Discografici facevano questo, i talent scout. Una volta: quarant’ anni fa… ".

Bruno Marzi

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