Zucchero live al Meazza nel ricordo di Lucianone Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 5 agosto 2025 alle ore 14:02

Milano
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Quello che Jesolo, il 10 agosto, e Grado, il 12, ospiteranno sarà un grande spettacolo per i fan di Zucchero. L' essenza della versione "Gran Teatro" di un tour peraltro ben noto racconta, nell' allestimento andato in scena sabato al "Meazza", di ben due ore e mezza di show per trenta canzoni tra le più note, con l' omaggio finale a Pavarotti nel duetto virtuale di "Miserere" (Nicoletta Mantovani era presente a San Siro) con la goliardata di far aprire la serata a un Gerry Scotti travestito da Zucchero, e averlo poi sul palco per uno strampalato finale con "Per colpa di chi", prima dell' immancabile "You Are So Beautiful".
Sul palco c'è un artista, e una band, capace di emozionare. Il resto, ad uso e consumo della televisione, racconta di parole e immagini ancora una volta parzialmente infelici. Ci riferiamo a chi avesse seguito la "diretta" su Italia Uno (abbiamo visto la registrazione) condotta da Federica Panicucci; che, dopo il disastro dello "speciale" Vasco Rossi dei giorni scorsi, ha dimostrato ancora una volta il limite fisico di voler fare entrare a forza una musica tonda in uno schermo quadrato. Infelici pure i momenti dedicati agli spot pubblicitari; stiracchiati i rientri sulla musica; più che brutte, elementari le immagini e la regìa. A merito va il fatto di aver comunque mandato in onda quasi integralmente venti brani dello show.
Le cose sono andate benissimo invece per i Trentamila del "Meazza", che hanno accettato la scommessa dell' allestimento teatrale (ma su "Occhi", secondo brano, si alzavano già in piedi) e goduto di un Adelmo Zucchero Fornaciari in grande forma. Le danze, è il caso di dirlo, si sono aperte alle 20.45 con i primi cinque brani non ripresi dalla diretta televisiva: "Iruben Me", "Occhi", "Tutti i colori delle mia vita", "Bacco perbacco" e "Un Kilo". Telecamere accese invece per "Amen", "Cuba Libre" e "Il volo".
Prima ancora si era esibito un Gianluca Grignani un po' ripetitivo, preceduto de un bravissimo Giovanni Allevi (solo una ventina di minuti per farsi la bocca buona) capace di "silenziare" la platea decibel dopo decibel e creare un' atmosfera magica. Con lo stadio semivuoto hanno come sempre emozionato i Neri per Caso, e prima ancora Neo, scelto dal concorso gestito dallo sponsor "Cornetto Free Audition" e comunque contento di essere arrivato sul grande palco di Zucchero, tra mille problemi tecnici e altrettante emozioni sotto pelle.
L' idea di Zucchero e Ferdinando Salzano della Friends & Partners ha funzionato, diciamo, all' ottanta per cento. Il "Meazza" è un po' troppo grande per creare un vero contatto tra platea e palco senza il "rito" dell' assembramento di corpi, sudori e umori vari. Nelle otto date agostane, in spazi meglio disegnati, potrebbe reggere più a lungo. Musicalmente, la scaletta proposta per l' occasione visita stanze ben note e ne scopre qualcuna inesplorata, o con un nuovo arredamento. Pensiamo ovviamente al duetto virtuale con Pavarotti, o alla "Hi Di Ho" dei Blood Sweat and Tears che apre il blocco dei bis, o ad "Iruben Me" che invece apre lo show, con l' Adelmo ovviamente assiso sul trono cajun.
Zucchero è unico, bisogna ammetterlo. La sua capacità di assorbire suoni e atmosfere musicali, di rielaborare brani anche notissimi come "Everybody… " in "Indaco… " o "A Salty Dog" di Gary Brooker in "Nel così blu", ovvero di scrivere canzoni che richiamano altra musica senza plagiarla è solo sua. Potremmo definirla "appropriazione debita" da parte di una voce e un personaggio autorizzati a farlo. Forse la chiave del suo cristallino successo, anche all' Estero e addirittura in Inghilterra e Stati Uniti, è solo nella capacità di seguire il proprio istinto di "predatore soul".
Bruno Marzi

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