
Sanremo
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Che cosa fare della Rai in piena crisi economica e politica? Mentre Demattè cancella dai programmi "Umbriafiction", rassegna cinematografica voluta da Manca a costi superiori alla resa, Pippo Baudo butta esche nell'acqua torbida in cui si agita la televisione pubblica e privata. Il presidente della Rai Demattè è sceso in Riviera per far valere il suo peso politico nel rinnovo dei contratti con il Comune, per i prossimi Festival. Ribadisce anche la "non preclusione" alla possibile vendita di una rete Rai a privati, cos\ come avvenuto anni fa in Francia per Tf1, privatizzata da Chirac.
"A me non l'ha ancora offerta", commenta Baudo con una battuta. Forte di un Festival gestito con autorevolezza, il presentatore catanese vanta anche il record di abbonamenti - 14mila - al teatro Comunale di Catania, di cui è direttore artistico. Delinea lo scenario della tv italiana prossima futura. Parla da manager: "Si arriverà a tre "poli" televisivi: due reti alla Rai, due alla Fininvest e due agli altri, chiunque siano. Ormai anche in casa pubblica si è giunti a questa convinzione. C'è chi fa l'ipotesi Agnelli, ma lui non ha mai capito niente di televisione. E 'stato il primo, a Torino e Milano, e poi le ha buttate via!".
E continua: "Devono cambiare molte cose, a partire dall' utilizzo delle capacità tecniche enormi della Rai come azienda, comprovate dalla realizzazione di questo Festival di Sanremo a costi bassissimi. Si potrebbe, per esempio, utilizzare tremila tecnici dell' "alta frequenza" - degli impianti di trasmissione cioè - per dar vita a una "consociata" che gestisca i "ponti" televisivi per tutti, mettendo ordine in vent'anni di "disastri", così come fatto in Francia".
Se Demattè sembra che si libererebbe più favorevolmente della Rete Due, Baudo ha altre idee: "Raiuno ha un patrimonio di frequenze ottime, e già memorizzate nei televisori di tutti. Raitre, per contro, ha ancora un venticinque per cento di zone in cui non si riesce a vederla bene. E poi ci sono le nuove tecnologie, campo in cui, dai tempi di TeleTorino, la Rai è all'avanguardia. I "gioielli di famiglia", insomma, sono i più appetibili!".
Bruno Marzi
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