Caterina e il fidanzato violento Di Tutto 2008

Pubblicato il 8 agosto 2025 alle ore 15:21

Di Bruno Marzi

Una storia di ordinaria violenza e di paura. Minuti di puro terrore lunghi come ore. La cronaca ci dice che Caterina Dileo, 26enne ragazza pugliese con tanta voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo, la scorsa settimana, di ritorno da un viaggio di lavoro, è stata picchiata brutalmente dall’ ex fidanzato Pietro D’ Urbano, un 28enne milanese di buona famiglia e studi alla Bocconi che l’ aveva portata a casa sua, una grande villa nella zona di Lambrate, forse per un ennesimo tentativo di riconciliazione o forse per un impeto di gelosia repressa, visto che i Due non si frequentavano più da tempo. Naso rotto, un occhio pesto e un orecchio tumefatto, più una serie di segni sul corpo, Caterina è riuscita a chiudersi a chiave in bagno, da dove ha chiamato un’ amica che a sua volta ha avvisato le Forze dell’ ordine. In casa con l’ accusato c’ era la madre, che però – così ha dichiarato – pensava che la ragazza non fosse più in casa. I Militari hanno però udito le grida della giovane facendo irruzione nella villa. Per lei i sanitari del Fatebenefratelli hanno stilato una prima prognosi di 20 giorni, ma ulteriori accertamenti parlano di una lesione grave del timpano sinistro. Il giovane uomo è stato subito arrestato dai carabinieri e, dopo 48 ore e la conferma dell’ arresto, ha avuto il beneficio della libertà dal gip Guido Salvini, che agli atti ha dichiarato che il gravissimo episodio possa essere “maturato all’ interno di un particolare contesto emotivo”. La solita storia insomma, e la malcelata intenzione di far passare la vittima in qualche modo per “correa”. Non ci sta l’ avvocato della ragazza Ivana Maffei, che insiste sull’ estrema gravità dell’ episodio <che poi tanto episodio non è stato, se è vero che un anno fa l’ uomo provocò una triplice frattura alla gamba della ragazza, colpevolmente non denunciata. Spiace poi che alcuni Media non abbiano fatto il nome dell’ accusato, fermato nell’ immediatezza del fatto e sulla cui colpevolezza non ci sono dubbi. Come dire, Olindo e Rosa sì ma lui no… >. L’ avvocato Maffei sottolinea il suo ruolo di tutela penale: <C’è chi asserisce che la ragazza possa “giocare” sull’ acquisita notorietà ai fini della propria carriera. Forse sarebbe anche comprensibile all’ interno di certi meccanismi del mondo dello spettacolo, ma non è così. Caterina è vulnerabile, trema come una foglia, non riesce a dormire nello stesso posto per due sere di fila. La sua tutela legale è per me una battaglia di giustizia>. Il caso di Caterina ha toccato la sensibilità “bipartisan” di Daniela Santanché e Barbara Alberti, invitate da Barbara D’ Urso, sempre in prima linea nei casi di violenza su donne e minori, a “Pomeriggio sul Cinque” per discutere del caso con una ancora spaventatissima Caterina. <Il nome di questo individuo – spiega la Santaché in diretta tv – non solo va fatto, ma vorrei anche sapere perché questo giudice l’ ha rimesso in libertà, prendendosi una grossa responsabilità. La ragazza non ha protezione e ha molta paura. Mi prendo l’ impegno di seguire la sua vicenda. Bisogna smettere di coprire chi va soltanto punito>. Sulla stessa lunghezza d’ onda Barbara Alberti: <Caterina va complimentata per l’ atto di coraggio che ha avuto a presentarsi con nome e cognome, i segni sul viso, in televisione per denunciare. Una donna sola, oggi, magari senza un lavoro e la vicinanza della famiglia, è particolarmente vulnerabile. Siamo ancora in una situazione medioevale>.

<Temo che lui mi voglia uccidere – ha dichiarato la Dileo – perché non si sa controllare. Un momento è dolcissimo e l’ attimo dopo si scatena. Perché non l’ ho denunciato l’ anno scorso? L’ avevo perdonato perché forse provavo ancora affetto. Mi aveva assicurato di essere cambiato e mi aveva fatto mille premure>. E poi, sempre nelle trasmissione della D’ Urso: <Diceva che anche se lo avessi denunciato lui aveva avvocati bravissimi. Da tempo non stiamo più assieme e ha anche un’ altra ragazza. E’ venuto a prendermi con una scusa all’ aeroporto. E poi… Ha detto ai carabinieri che mi ha “picchiato per educarmi”. Mi batterò con tutte le mie forze perché quello che mi è successo non accada ad altre persone >. Caterina è stata raggiunta a Milano dalla madre e dal fratello. La famiglia abita a Cerignola, da dove anni fa la giovane pugliese è partita con una valigia piena di speranza, appunto per seguire il sogno “pulito” di fare la modella e l’ attrice, prima a Roma e poi a Milano, da due anni, supportata anche da quel ragazzo <apparentemente gentile> e che vantava <amicizie importanti>. Caterina, bel fisico da modella e un viso espressivo, comincia così a fare piccole comparsate a Mediaset, ultimamente in alcuni episodi di “Scherzi a parte”, e si convince quindi che il sogno si possa trasformare in realtà. Ora c’è il brusco risveglio, e una notorietà nelle pagine della cronaca nera anziché in quelle degli spettacoli. Anche se noi le auguriamo il Lieto Fine.

 

Nella mia foto: Caterina e l'avvocata Ivana Maffei

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.