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"Mina è una sorella, può darsi che mi telefoni durante la trasmissione... " si lascia scappare Adriano a conferenza stampa finita, mentre una collega le chiede dei suoi interessi sportivi, dell' Inter, di Ronaldo e tutto il resto. Con il Molleggiato, che torna in Rai in pompa magna, bisogna andare per esclusione. "Non canterò Mozart e Bach, e accontenterò certamente il pubblico che si aspetta "Azzurro" e "24mila baci". Non baderò all' Auditel, anche se vi sorprenderò. Le famose "pause"? Ci saranno, ma legate allo spettacolo, e non le farò lì... ma un po' più in là... Eh, eh! Da me non ci saranno ospiti sportivi. Odio mescolare musica e sport. Annoia e da fastidio al vero sportivo... ". E sorride a Paolo Beldì, regista del programma, nonché nocchiero di "Quelli che il calcio... ".
"Francamente me ne infischio", frase rubata al Clark Gable misogino sulla fine di "Via col Vento" ("Per pronunciarla bene ci vorrebbe lui") va in onda domani sera alle 20.50 su Raiuno, in diretta dai capannoni dell' ex Caproni e con pubblico in sala. Ospiti annunciati Ligabue e Compay Segundo, unitamente a Teo Teocoli e a un florilegio di "caratteristi". Primo mistero svelato, con Adriano ci sarà Francesca Neri, volutamente assente in sala. "Francesca è bella e brava - commenta Adriano - e saprà fare delle cose in scena...". Le "cose in scena", però, nessuno le vuole raccontare. "Giuro - prosegue - che è da quest' estate che lavoriamo sui testi, con Diego Cugia, Giampiero Solari, Miki Del Prete e Claudio Fasulo. Ci siamo visti per la prima volta a Rimini. Io ho spiegato cosa volevo e poi ho detto che ormai erano tutti sotto contratto, e che non potevano scappare! In realtà, la nostra forza sta proprio nell' armonia che ci lega. Non mi sembra vero: è da tanto che non mi divertivo così!". I mega-dirigenti Rai annuiscono felici.
Insomma, come sarà il programma? "Spirituale, seguendo la tendenza a sperimentare intrapresa in azienda", commenta il direttore generale della Rai Callà, che si dice onorato per il ritorno di Adriano. "Continuiamo a sperimentare una via d' uscita dalla crisi del Varietà", gli fa eco il direttore di Raiuno Saccà, che poi spiega di aver "catturato" Adriano grazie a uno spot mandato in onda l' anno scorso per annunciare il nuovo palinsesto, e che ritraeva tra gli altri il Molleggiato. "E? stata una maniera divertente per avvicinarci e spiegarci". Si sprecano i saluti e i battimani, insomma. "La verità è che mi pagano molto di più di Morandi - riprende Celentano - e va bene così. Ecco, lo spettacolo di Gianni mi è piaciuto molto. Lui è divertente in scena e fuori scena; è uno di quei personaggi "storici" che però hanno la capacità di andare avanti. Io vedo così la televisione".
"La storia artistica di Adriano è intrecciata con quella della Nazione, e questa affiorerà durante la trasmissione", continua Saccà. "Ecco - riprende Adriano - Callà è uno che mi ha fatto subito buona impressione, facendomi decidere. Questa è sicuramente una Rai diversa, anche se non si può voltare pagina all' improvviso e occorre fare compromessi, e non sempre ci sono buoni programmi per tutte le ore... Però, alle 20.40... Gli facciamo presente che a quell' ora c'è la Zingara. "Mi piace, è forte! E poi a casa indovino sempre quando esce la Luna Nera! La verità è che ci sono certe cose della televisione, come l' informazione, che ti prendono, ad esempio un programma di Santoro. Mediaset ne aveva solo uno così, ma se lo è fatto scappare... ".
Un Adriano tranquillo, insomma, che fa intendere quanto questa volta nulla sia stato lasciato al caso, sotto la regìa della moglie Claudia Mori e l' amorevole feeling trovato con Beldì. "Sarà essenzialmente una trasmissione musicale -continua - e cercheremo di fare divertire, senza dimenticarci delle cose che non vanno nel mondo. Ulteriori spunti, poi, me li darete voi giornalisti. Vi leggerò il giorno dopo con attenzione!". Si sa che le quattro puntate, più una riassuntiva, vedranno ospiti come Tom Jones, David Bowie, Jovanotti e molti altri. "I duetti, le cose assieme nasceranno il pomeriggio prima dello spettacolo. Questi arrivano di corsa, e non sempre è possibile trovare punti in comune, ma accadrà. Credo molto nel ritorno alle radici del rock, così come ha fatto Paul Mc Cartney nel nuovo disco. Dal rock sono nate almeno 500 altre tendenze. Sono i miei figli a tenermi aggiornato, sennò io arriverei sempre un po' dopo".
E il famoso progetto per il Festival di Sanremo? "Esiste sempre - conclude - ed è forte! Chiederei alla Rai sei mesi per fare riunioni con i "grandi" che nessuno è mai riuscito a portare. Io invece ci riesco, e poi, me compreso, si va tutti in gara; e faccio pure la giuria! E' importante che il Festival faccia di nuovo vendere i dischi, cosa che non accade da anni. Ormai è diventata una passerella, e non c'è più la forza della gara, come era una volta. Io avrei un' idea: fare come si faceva all' inizio". Quando, aggiungiamo noi, pochi cantanti cantavano molte canzoni altrui. Sarebbe divertente.
Bruno Marzi
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