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Si scrive Wild Child ma si legge Doors, e il nome è preso a prestito da una delle ultime, lisergiche canzoni di Jim Morrison, prima della sua morte, avvenuta a Parigi nel 1970. Anche loro arrivano "from California", e ieri sera hanno iniziato al Ppascià di Riccione un lungo tour che andrà avanti sino al 28 maggio, con tappe al Terminal di Mestre, il 20, al Rototom di Gaio di Spilimbergo il 21, e al Decò di Bassano il 22. Chi voglia saperne di più, potrà vedere in azione i Wild Child stasera, alle 20.30, su Videomusic, nel Roxy Bar di Red Ronnie, test} premiato col Telegatto.
Dave Brock, vero clone trentenne di Jim Morrison, sarà anche al Maurizio Costanzo Show martedì 17. I quattro epigoni dei Doors (stessa formazione: Brock alla voce, Ron Allan alle tastiere e al basso, John Cuda alla batteria e Forrest Panner alla chitarra) sono stati portati in Italia dal veneziano Francesco Sanavio, del quale tutto si può dire, meno che non abbia coraggio.
Racconta Sanavio: "Io, i Doors, li ho visti nel '69 in California. Quando mi è capitato di assistere allo show dei Wild Child, al Roxy, mi sono venuti i brividi!". "Abbiamo in repertorio quaranta canzoni dei Doors, che eseguiamo ogni sera in maniera diversa... ", ci spiega Brock. La somiglianza, effettivamente, è impressionante, specialmente quando il cantante californiano muove le mani, o ride. Niente tensione pazzoide, però: "Sono uno normale, quasi un fan! Non ho mai "sfruttato" commercialmente la mia somiglianza!".
Goffo tentativo di show-business venato di necrofilia, sulla falsariga di quelli dedicati a Beatles e Rolling Stones? Pare di no, al punto che solo ora, dopo dieci anni di show, i Wild Child siano in procinto di firmare con la Warner, la stessa etichetta di Morrison. In Italia sono quelli dell' Official fan club dei Doors a fregiarli di una targa, mentre in Usa è stato lo stesso Ray Manzarek, e con lui gli altri due Doors rimasti, a complimentarsi, al punto di salire in scena, e suonare, con - citiamo - "... I veri continuatori di quel suono di speranza". †"vevo la pelle d'oca, dopo aver visto Ray sotto il palco!", ricorda Brock. "Io -ci spiega con modestia - ho iniziato per hobby. Amo guidare le automobili, navigare in battello sull'oceano... Poi, una decina di anni fa, è successo che, alla Long Beach State University, partecipassi e vincessi, una selezione radiofonica per essere il protagonista di una rock-opera. Da lì è cominciata la voglia di suonare la musica dei Doors, che è attualissima".
Dave era in lizza per la parte di Morrison, presa poi da Val Kilmer, nel film di Oliver Stone sulla band di "Light my fire". "Non avevo credito come attore, però, per un film da 40 milioni di dollari. Kilmer è stato molto bravo, specialmente nelle scene musicali". Droga? "No, e penso che nemmeno Morrison volesse morire. La sua fine è un mistero: nessuno sa perché, e come sia veramente andata... ". Poi, ci confessa: "A volte, non so se sono veramente Dave o Jim. No, no: sono Dave!".
Bruno Marzi
Foto non mia, però le ho...
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