
Periodicamente riappare questa canzone del 1941 che, in piena guerra, decanta la gioia di vivere in un periodo in cui era facilissimo morire...
Composta da Giuanìn D'Anzi con il testo assurdamente epico di Tito Manlio (chi era costui?) il brano in realtà è musicalmente splendido. Attualmente lo ripropone la pubblicità del Borotalco Roberts.
Ho cercato un live della versione ogininale di Ferruccio Tagliavini, ma forse era pretendere troppo. Ecco allora le immagini di un'Italia assurdamente felice e irretita in un momento storico invece terriblie. Chi vota Gioggia col paraocchi - per favore... - ne tragga la dovuta lezione.
Il brano è stato ripreso, tra gli altri, da Claudio Villa, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Christian De SIca e pure da Piero Barone de' Il Volo. E solo per restare in Italia. Che il famoso detto dei Romani "panem et circenses" sopravviva dopo duemila anni, significa solo che molti non abbiano capito il vero significato. Per fare stare tranquillo il popolo, basta dargli qualcosa da mangiare e tanto divertimento di infimo livello al circo. Poco importa se si trattava di gladiatori o cristiani sbranati dai leoni...
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