
Basito dai recenti grugniti del Maialone Parruccato contro Bruce Springsteen e la Verità di un Nordamerica che si sta distruggendo, impoverito e senza Sanità pubblica, mi è tornata in mente la bizzarra idea di un Boss ancora più italiano che si compra il "Meazza" di San Siro per sbertucciare la milanese Societé des Affaires e per farci ancora cent'anni di concerti. Sono andato "oltre", come si dice. E pensando a una canzone rock italiana che potrebbe ben interpretare il Mito ho pensato subito a "Dolce Italia" di Eugenio Finardi. Ve la mostro in playback da "St. Vincent Estate" 1987 per due motivi: si sente bene l'arrangiamento raffinatissimo e alla fine va sul palco tutta la FPM a fare casino. Beh, ci sarebbe un terzo motivo: ero lì sotto a fare foto...
A parte la belleza della canzone (una delle mie preferite di quel periodo) ricordo che Eugenio usciva da un periodo personale molto brutto, e la canzone era quella di un - diciamo così - emigrato part time (Eugenio è americano per parte di mamma cantante lirica) e descriveva un senso di nostalgia al tempo stesso antico e moderno ancora oggi, dove è l'immigrazione dal Sud del Mondo a metterci moralmente tutti in imbarazzo. In quel periodo feci ad Eugenio una lunghissima intervista per Il Gazzettino (quello che poi mi ha preso a calci in culo... ) che perlopiù rimase, allora come oggi, una nostra confessione personale e privatissima.
"Sweet Italia, oh sweet Italia"... Suona benissimo. Lo so, ho sempre avuto attimi di genialità...
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