
Sono oltre la metà di "Appuntamento fatale" di James Patterson con David Ellis: una cagata pazzesca. Ed eccoli invece gli "esperti" a gridare all'ennesimo capolavoro dell'autore di tante storie e saghe avvincenti, spesso finite anche al cinema. Il problema è che adesso il buon James scrive con il "badante" Ellis, che non va troppo per il sottile. Vi spiego il perché del mio giudizio tranchant. Storia banalissima. Quattro milfone americane mollano mariti e figli per passare nel lusso quattro giorni a Montecarlo, con annessi e connessi. Vengono tranquillamente rimorchiate su uno yatch da una allegra compagnia di marpioni. O così pare.
Tira e molla, molla e tira. Uno dei marpioni è nientemeno che "le président" della Repubblica Francese, vagamente puttaniere e che sta in gran segreto con una delle Quattro. Dopo "la qualunque", il giorno dopo sono le force de frappe dell'antiterrorismo francese a calare sulla barca, perché il Presidente e la sua unica guardia del corpo sono stati uccisi. Anche un bimbo delle elementari capirebbe che le quattro signore sono state incastrate a colpo sicuro, ma vengono accusate e condannate velocemente. La polizia francese fa una figuraccia, così come il sistema giudiziario e pure i cittedini francesi, che vengono fatti passare per esaltati tipo le "tricoteuses" sotto la ghigliottina rivoluzionaria. Tutto grottesco. Roba da chiedere i danni.
Ripeto: non c'è pathos nè storia, ma solo questa allucinazione collettiva di colpevolezza. Non sono ancora arrivato al momento in cui una delle quattro (che stronzi, i ricchi mariti) dalla prigione riuscirà a scoprire la verità. Vi sembra un capolavoro? Io leggo un po' di tutto, però questo pattume mi rende ancor più felice quando poi trovo un bel libro. Non dico Ian Fleming di "Goldfinger" o "Thunderball" ma insomma... Aridatece la Spectre!
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