Ma vale veramente la pena? FB 2025

Pubblicato il 14 agosto 2025 alle ore 11:19
In questi giorni, complici avvenimenti orribili e un' Umanità sempre più maleficamente ritirata in se stessa, mi chiedo se valga la pena agitarsi così tanto, e cercare di raggiungere mete e benefici effimeri. Nei prossimi mesi festeggio ("festeggio"?) cinquant'anni di attività professionale, su settantuno totali. Per svariati motivi, anche di salute per un certo periodo, ho rallentato tantissimo la mia attività e, pur continuando a essere quello che sono e fare le cose che faccio, ho trovato che l'equilibrio della persona, se ha vissuto degnamente sinora, si debba ricercare nella privazione dall'inutile e dannoso. Cerco di spiegarmi, visto che fatico già io a capirmi.
Faccio esempi concreti. Colleghi della mia età e che hanno avuto stilemi professionali simili continuano a sbattersi come matti girando l'Italia per mostre, conferenze, concerti inutili e apparizioni varie. Cosa cercano, cosa vogliono: essere come a trent'anni? Dovrebbero essere convinti di stare meglio, e godersela. E invece no, sempre a lottare con la partita Iva, con chi non ti paga, con quel merito presunto e non riconosciuto.
Vado ancora oltre. Altre categorie. Persone che, per così dire, conosciamo tutti. Smettere di fare il giornalista è sbagliato, perché dentro di noi lo siamo sempre. E' altresì sbagliato cercare la vanagloria, il riconoscimento pubbico, la fama. Molti continuano a tirare la carretta, e li vedo infelici, malmostosi; o li leggo pedanti e iracondi. Da buon ateo e persona decisa a campare il più possibile, ricordo agli amici una cosa banale: vivere una volta sola non vuol dire lasciare una traccia indelebile. Quella è già segnata da chi ci vuole bene e non da motivi economici o di presunto prestigio.
Noi abbiamo tutti gli strumenti per godercela. Che non sono andare a Santiago di Compostela ("Un'esperienza che mi ha cambiato la vita!". E te credo...) o mollare la famiglia per essere tutte le domeniche allo stadio, pure in trasferta. O farsi venire uno "sfogo" culturale che ti fa girare mostre, e poi alla fine mangi come un maialino. Tutti mi confermerete, invece, che senza la salute possiamo essere fighi, ricchi e di moda fin che vogliamo, ma con la gambetta tesa verso il sarcofago. Però ridendo come cretini.
La mia formula? Spero che l'abbiate capito. Essere una edizione straordinaria di se stessi tutti i giorni.

 

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