Persona non grata non fa la spaghettata... FB 2025

Pubblicato il 14 agosto 2025 alle ore 11:34

 

Il giorno prima di morire, papa Francesco, obtorto collo, ha dovuto brevemente incontrare quel puzzone del sedicente cattolico Vance, sicuramente spinto a farlo dopo che il giorno precedente lo aveva del tutto snobbato. Bergoglio ha sempre preferito i carcerati agli stronzi, gli umili agli pseudo potenti senza anima. Penso poi a quella cretina statunitense ultra cattolico-destrorsa che ha dichiarato di essere "felice per la morte del papa", a tutti quei personaggi e politicanti con i quali Bergoglio non avrebbe mai preso un caffé. Penso anche a quel vecchio dandy di Re Carlo che ha dato a tutti lezioni di stile, democrazia e decoro, che il caffè col papa l'ha preso di sicuro, e magari anche un grappino.
Sono pensieri che giocoforza precedono nella mia testolina atea al rito del funerale "blindatissimo" di sabato in piazza San Pietro. Francesco avrebbe preferito non esserci, ma insomma... Insomma, appunto mi chiedevo se fosse possibile rifiutare il posto in piazza ad alcuni personaggi. A Trump e al suo seguito di lenoni, a Putin e combriccola vetero-stalinista; a molti politici italiani da Salvini in giù (si dice in sù?), ai vari Orban del Mondo. Natanyahu per fortuna non pervenuto. E' possibile? Ma come? Un sistema ci sarebbe: un errore di overbooking, come sugli aerei. "Ci siamo sbagliati, sorry". Non c'è più posto. La sedia del Trumpone l'hanno data a Malgioglio; quella di Putin ad Albano. Si può fare?
Mi è venuta questa suggestione perché, se Francesco potesse vederli questi ipocriti guerrafondai, sposterebbe la cerimonia altrove, magari nei suoi amati barrios di Buenos Aires e, non avendone il tempo, meglio optare per Rebibbia, dove almeno chi ha sbagliato sta pagando, ma non perde per questo la dignità di essere umano. Una bella tavolata con una grande spaghettata, magari una carbonara da cento chili.
Parlo di pasta a ragion veduta. Sapete cosa ha fatto papa Francesco prima di morire, ma proprio poco prima? Ha fatto un bonifico di 200.000 euro: i suoi soldi personali. Ha svuotato il suo conto. Monsignor Benoni Ambarus, noto come Don Ben, nonché Vescovo delegato alle carceri, ha affiancato Bergoglio in numerose, e silenziose, opere di carità. I soldi sono finiti al pastificio "Futuro" del carcere minorile di Casal del Marmo. "Don Ben" gli riferì, durante la visita a Rebibbia, che l'iniziativa per il recupero dei giovani reclusi faceva fatica a causa del mutuo da onorare, che impediva di coinvolgere altri detenuti. 'Ho finito quasi tutti i soldi ma ho qualcosa ancora sul mio conto”, ha detto il Papa ad Ambarus. Con quei soldi potranno vendere più pasta - si compra online - che sicuramente sarà buonissima perché nata e condita con gli alimenti della vita. E il pensiero va al primate ortodosso moscovita Kirill, amico di Putin e miliardario...

 

 

 

 

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