
"Tutte le cerimonie sono consentite naturalmente, tenuto conto del contesto e quindi con la sobrietà che la circostanza impone a ciascuno". Questa è la dichiarazione di pochi minuti fa del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, il cui nome di battesimo è Sebastiano. "Nello" non sarà tropo frivolo? Come al solito i distratti italiani non si accorgeranno del grave affronto e offesa fatto con poche e precise parole alla celebrazione, l'ottantesima, del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo; lotta costata la vita di centinaia di migliaia di giovani da ambo le parti, e alla quale il buonanima Berlusconi non ha partecipato più volte. Non ho mai visto ridere nessuno alle cerimonie del 25 Aprile, mentre la banda suonava cadenzata le canzoni di lotta e dignità. Aggiungo due cose banali. Papa Francesco ha sempre salutato la Festa del 25 Aprile. Cosa c'entra Musumeci con il Ministero dell'Interno, eventuale titolare di una simile affermazione? Prima o poi, e comunque prima che sia troppo tardi, qualcuno forse se ne accorgerà. Siamo tutti distratti e ci va bene qualsiasi cosa, dalle pubblicità per le diete da 600 euro a cranio per quattro settimane (neanche un mese) a quella di Amplifon che vira sui sentimenti generazionali a 8mila euro circa di spesa (mi dicono, perché online si fatica molto a capirlo). Lo dico perché questa Società Perfetta non si accoge nemmeno del fatto che il rubizzo genitore audioleso non è solo quello, ma con nonchalance infila una mano nei calzoncini della bambina. Fateci caso. Pubblicità regresso. Regole del vivere civile offese. Trump che ricorda il papa accanto a un coniglione pasquale; Netanyahu che fa finta di niente (lo odiava) e il resto di quel mondo osceno tira un sospiro di sollievo. Buon "silenzioso e sobrio" 25 Aprile.
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