
La grande Milva se n'è andata. Non si faceva più vedere da anni e appunto anni fa lo aveva anche detto il perché. Ma non lo ripeterò. Invece le tributerò con le mie foto da vari momenti e con il testo di uno degli ultimi articoli che scrissi per Il Gazzettino nel 2008, e che la portò a uno spettacolo complesso, poco prima e poco dopo la sua partecipazione al festival di Sanremo con Giorgio Faletti
Milano
Da oggi, e per due settimane, Milva è ospite di Gorizia e del Teatro Verdi, dove "proverà" il nuovo spettacolo "La variante di Luneburg", per poi proporlo in anteprima nazionale il 2 e 3 febbraio prossimo, prima di dedicarsi anima e corpo all' imminente Festival di Sanremo, dove porterà "The show must go on", una storia sulla necessità di andare avanti malgrado le vicissitudini della nostra esistenza, scritta musica e parole da Giorgio Faletti, che è anche l' autore di tutte le canzoni del nuovo album di Milva, in uscita durante la settimana di gara. Il tutto malgrado la lesione al timpano per la quale la prognosi di guarigione è di due mesi.
Lo spettacolo teatrale, il cui sottotitolo è "Fabula in musica", è un insieme di testo recitato, canzoni e orchestrazione, nella tradizione mitteleuropea di Brecht e Weill, ovviamente carissima alla cantante di Goro. I testi, anche delle otto canzoni inedite, sono di Paolo Maurensig, che tredici anni fa scrisse l' omonimo libro di grande successo che, come la nuova rappresentazione, partendo dalla spiegazione di una mossa scacchistica, porta il lettore a dirimere sugli orrori della guerra e l' Olocausto.
Con Milva, sul palco ci sarà proprio il direttore artistico del "Verdi" Walter Mramor nel ruolo del Narratore. Nella scenografia un' orchestra di 25 elementi e un coro di 20, gli ArsAtelier diretti da Valter Sivilotti che è anche autore delle musiche originali, si disporranno proprio come in una enorme schacchiera.
Milva appare entusiasta del progetto, che si sovrappone a quello "festivaliero" solo parzialmente: "Dopo le due "prime" di Gorizia dovrò dedicarmi all' altro impegno, ma da settembre ci sarà la vera tournée, che si affiancherà anche alla nuova riproposta del repertorio brechtiano, per cui ho già firmato con il "Piccolo Teatro". Questo spettacolo è' un progetto talmente raffinato che meriterebbe di essere messo su dvd, ed è probabile che accadrà. Adoro Gorizia, per l' accoglienza, il cibo e... il vino! Anche se in quest' ultimo caso non posso esagerare. Da queste cose si giudica la cultura di un popolo. C' ero già stata due anni fa con lo show su Piazzolla. E poi c' è anche una somiglianza fonetica Goro-Gorizia che mi fa sentire a casa mia".
E continua: "Non ci voleva questa iattura dell' otite. Adesso sono totalmente sorda da un orecchio ma mi sforzo di cantare. Poi andrà meglio. Non esiste una sicurezza, come mi ha precisato il mio otorino, il professor Barocci della clinica La Madonnina. Vedendo il "Verdi" così bello e ristrutturato mi viene il magone per il "Lirico" di Milano, chiuso da dieci anni e per il quale il Comune non sta facendo niente. Lì è nata "La tempesta" e "L' opera da tre soldi"... Mi piange il cuore: i teatri "devono" essere sempre aperti!". Annuiscono i rappresentanti delle Autorità locali e provinciali, calati a Milano per la presentazione, così come il rappresentante di Lubiana. Tutti uniti verso l' idea che è la Cultura che può cementare l' unità europea dei popoli.
Paolo Maurensig spiega il passaggio dal libro al "libretto" e ai testi della canzoni: "Solitamente non rileggo i miei romanzi del passato, ma pensando ai testi per le canzoni ho considerato che forse ero la persona più adatta per provarci. I risultati mi sembrano buoni, anche grazie alla grande interpretazione di Milva. Le 180 pagine del libro si sono ridotte a una ventina per la narrazione, ma ho anche aggiunto delle parti nuove". Valter Sivilotti aggiunge: "Le canzoni sono interpretate in italiano ma i cori sono nelle mille lingue del Mondo, in friulano, sloveno e tedesco".
Sulla partecipazione al Festival Milva aggiunge: "Mi sono "impantanata" e sono piena di impegni, ma va bene così. Sanremo non l' ho scelta io, perché il progetto con Faletti è iniziato due anni fa. Io non "anelo" ad andare in televisione, che è talmente brutta... Se ci fate caso i direttori di Rete utilizzano sempre le stesse persone. Voglio bene a Morandi, che è un bravo professionista, ma è la millesima volta che canta in tv "C' era un ragazzo... ". E così D' Alessio, che c' è sempre anche lui. Per esempio si vede pochino Elisa, che è bravissima e che invidio molto perché ha fatto due brani con il violoncellista della Scala Sollima... Penso anche al bellissimo spettacolo della Cortellesi. Perché Raitre non lo registra e non lo manda in onda?".
Sul nuovo album, Milva si cuce la bocca, anche perchè i DIscografici la pregano di rimandare il tutto a più avanti. Però qualcosa salta fuori. "Eravamo da Mentana - conclude Milva - quando Giorgio Faletti mi ha chiesto di cantare le sue canzoni. L' ho subito ritenuto un progetto interessante. Ho considerato se che un personaggio popolare dello spettacolo, nato con il Cabaret, era riuscito a fare un libro di successo, e poi un altro, e un altro ancora più bello, doveva avere del vero talento".
Bruno Marzi
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