Elisa intervista più scheda Musica e Dischi 2008

Pubblicato il 15 agosto 2025 alle ore 19:04

Elisa è alla vigilia della partenza per il tour in Usa e Canada che la vedrà impegnata dal 29 ottobre a Toronto e fino alla fine di novembre con ultima data a Seattle. Si tratta del primo, serio approccio con il mercato nordamericano <anche se con qualche anno di ritardo>. Sette, per l’ esattezza, stando a quanto ci ricorda la ragazza giuliana. Complice la versione a Stelle e Striscie dei nostri talent-show tv tipo “Ballando sotto le stelle” o “Amici” (“So You Think You Can Dance”) che ha utilizzato molti brani dell’ artista italiana per le esibizioni dei concorrenti, sono così arrivate numerose le richieste per una serie di concerti. Racconta Elisa: <Ho avuto anche fortuna perché la coreografa dello show ha scelto “Dancing” per accompagnare la coppia che alla fine ha vinto; così la canzone, concessa in licenza dalla Sugar assieme ad altre, è passata molte volte in onda. I fan del programma hanno realizzato migliaia di filmati su YouTube con le loro personali coreografie e interpretazioni della canzone. Inoltre altri brani sono stati per così dire scoperti alla stessa maniera. Così, specialmente grazie ai siti di downloading, abbiamo venduto oltre 80mila copie di “Dancing” e realizzato un omonimo cd, solo per il mercato americano, con una scelta ragionata dei miei brani più in sintonia con lo spirito di quel pubblico. E adesso andiamo a suonare dal vivo!>.

In realtà Elisa si è già esibita a New York di recente, ma in maniera abbastanza tormentata. <Lo show è stato più volte rinviato per motivi burocratici. Adesso gireremo l’ America con un pullman, come una vera rock band, e sarà una bella avventura, anche se certamente faticosa e arrivata con qualche anno di ritardo, appunto, rispetto al previsto; ma forse al momento giusto>

Per la trentunenne ragazza di Staranzano, a due passi da Monfalcone (è nata a Trieste il 19 dicembre 1977) non esiste soluzione di continuità tra il concerto-presentazione al Rolling Stone di Milano di undici anni fa che fece scalpore per la maturità espressiva dell’ allora giovanisima Elisa (“Medaglietta” al merito di Caterina Caselli, che ebbe ibtuito e fiducia e ancora oggi è la sua discografica) e la mega-produzione di “Mechanical Dreams” conclusasi pochi giorni fa, e da cui verrà tratto un dvd e, a quanto pare, che avrà repliche nella prossima estate. Almeno questa è la speranza di Ferdinando Salzano della Friends and Partners che con Elisa e Tommassini ha messo in piedi alla grande il gioioso baraccone di sentimenti e musica, immagini e azione scenica che i fan hanno applaudito e la critica osannato come miglior produzione live italiana. Diviso in due parti anche dal punto di vista degli arrangiamenti, tutti nuovi, lo show inizia in maniera diciamo più “analogica” e rock, mentre la seconda parte, quasi tutta eseguita sullo stage più alto, vive più di elettronica e campionamenti. Il finale, con tanto di “encore” tutti assieme in scena, vede di nuovo band e solista sullo stage basso, mentre i grandi schermi mandano immagini e stimolazioni luminose di tutti i tipi, e con grande senso del ritmo narrativo.

 Vincitrice del Festival di Sanremo 2001 con “Luce” (brano ripreso da Mango nel suo nuovo album) e recentemente curatrice degli arrangiamenti per la versione italiana del musical “Hair”, Elisa Toffoli voleva da tempo cimentarsi con i propri istinti, com quella parte di se stessa non ancora espressa pienamente nei concerti “normali”. Ecco allora i tre “eventi” (Arena di Verona, Roma e Milano) per i quali ha utilizzato una mega-struttura con schermi giganti e un centinaio di figuranti e ballerini coordinati dal coreografo Luca Tommassini. Uno show di oltre due ore e venti minuti trascorsi con intensità e leggerezza allo stesso tempo.

E poi coraggiosa nelle scelte anche lei, come quando appare a metà show addirittura fasciata da un vestito aderente in lattex, tipo “sadomaso”, e tacchi alti, a suo agio con ballerini, attori, figuranti in tuta bianca per uno spettacolo un po’ alla Pink Floyd, contro le guerre e certamente ecologista. E a un certo punto arriva anche la Nazionale di Ginnastica Ritmica reduce dallo “scippo” olimpico di Pechino (quarte assolute dopo aver vinto i Mondiali). Bravissime. <Era dal 1997 che avevo intenzione di utilizzare delle ginnaste per i miei video, come “Cure Me” e “Gift”, ma per una ragione o per l’ altra non era mai stato possibile. Questa volta, grazie all’ intercessione di Luca Tommassini, ci siamo riusciti, e il risultato è andato ben oltre le mie aspettative>.Come è nato lo show? <Il mio manager, Ferdinando Salzano della “Friends and Partners” aveva prenotato l’ Arena di Verona per me, malgrado non fossi in tour e non avessi un disco nuovo. Non mi sembrava bello per me e per il pubblico fare un concerto “normale” in un posto così speciale, dove avevo visto gente come Radiohead e Bijork fare spettacoli bellissimi. E così ho cominciato a pensare in grande>. Il risultato? <Beh, noi dall’ interno vediamo sempre qualche imperfezione, qualche tempo morto non voluto. Ma sarebbe ingiusto non essere strafelici. Volevo inventare un sogno in cui mettere dentro le mie origini, la musica con cui sono cresciuta e le mie influenze artistiche e umane>. Perché all’ inizio distruggi un manichino tuo facsimile con una mazza da baseball? <E’ una “morte” simbolica che sottintende una rinascita artistica. E’ un’ immagine forte che mi viene da “I guerrieri della notte”, un film che amo moltissimo. Mi piace far capire cosa c’è dietro la mia musica e da dove vengono le cose che faccio. Devo dire che l’ esperienza di “Hair” mi ha fatto crescere molto nella consapevolezza di quello che voglio fare e ho capito come andare oltre la musica>.

Nella struttura del palco e dello spettacolo c’è anche molto di “Metropolis”, il film di Fritz Lang musicato dai Queen.

<Me lo dicono in molti, e forse è dovuto ai consigli del mio bassista Max Gelsi che ama molto i Queen. I costumi ricordano anche “Guerre Stellari” ma è il risultato di un lavoro collettivo. In realtà l’ ambientazione post-industriale vuole ricordare i cantieri navali di Monfalcone, dove ha lavorato tutta la mia famiglia, nonno e papà compresi>.

Oltre alle tue canzoni, hai interpretato brani famosi di altri artisti e le poesie di Jim Morrison “Servered Garden” e “Awake 9”. <Appunto. Sono parte della mia formazione artistica. La musica e le parole con cui sono cresciuta. La melodia di “Calling You”, dal film “Bagdad Café”, è bellissima. “What’s Up” delle Four Non Blondes è una dedica alla bravissima autrice e produttrice Linda Perry. “Mad World” dei Tears for Fears era perfetta per una coreografia “techno” di Luca Tommassini. “Whutering Heights” di Kate Bush è la canzone preferita di mia sorella Elena, che è anche la mia manager… >. A Verona hai dedicato i “bis” a Federica Squarise, la ragazza morta a Lloret de Mar… <Federica aveva acquistato il biglietto per quel concerto. Volevo che in qualche maniera fosse con noi… >. Bruno Marzi

La scheda

“Mechanical Dream” è prodotto da “F&P Group” di Ferdinando Salzano con “Asile – EM Corporation” di Elena Toffoli e Massimo Poloni e in collaborazione con Sugar. Ufficio stampa. Stefania Scarpetta. Un’ idea di Elisa con il supporto di Max Gelsi, Adriana Bidin, Marino Cecada, Gianluca Ballarin, Andrea Rigonzi e Andrea Fontana. Regìa di Luca Tommassini e Massimo Pozzoli. Management: Elena Toffoli. Assistente Asile. Daniela Golin. Produzione: Franco Comanducci, Giulio Koelliker, Simone Antoniucci. Assistente: Gioia D’ Onofrio. Coreografie: Luca Tommassini con Francesco Saracino. Assistente: Daniela Bellini. Ingegnere del suono: Maurizio Maggi. Fonico palco: Erik Anderson. Disegno luci: Massimo Pozzoli. Regìa video e contenuti: Marino Cecada e Adriana Bidin. Scenografie: Fratelli Cinquini. Costumi: Claudia Tortora. Assistenti: Monica Franceschini e Michele Poloni. Sarta: Silvia Ret. La band. Max Gelsi, direzione musicale, programmazione e basso. Andrea Rigonat, chitarre e programmazioni, Andrea Fontana, batteria e programmazioni, Gianluca Ballarin, tastiere e programmazioni, Nicole Pellicani e Silvia Smaniotto, cori. Assistente personale: Luca Guerra. Assistente alla band: Paul Pisani. Dodici ballerini e le otto componenti della Squadra Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica, allenata da Emanuela Maccarani, Nathalie van Cauwenberghe, Valentina Rovetta, Eva D’ Amore. Strutture. Service audio-luci: Nuovo Service Srl. Strutture: La Diligenza Srl. Service video: Event Management. Impianto Surround: K-Array System. Catering: Macaroni Bros. Agenzia booking hotels: Lino Fiocco. Per “F&P Group” produttore esecutivo Orazio Caratozzolo. I cento, tra tecnici delle varie Aziende e figuranti nelle coreografie. Sponsor principale: Banco Popolare. Sponsor: Cfm Audition,Toyota, Mattel, Alice-Tutta un’ altra Musica, Sennheiser-Exibo, Musical Box. Patner radio e tv: Rds e All Music. www.elisatoffoli.com

 

 

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